La lenticchia di Rascino
A cura di Anna Rita Pentuzzi
È una varietà di lenticchie, coltivate unicamente sull’altipiano di Rascino, ad un’altitudine tra i 900 e i 1300 metri. L’altopiano di Rascino è una vasta conca carsica nella zona del Cicolano, in provincia di Rieti, è una terra isolata e incontaminata priva di insediamenti umani che ospita la sorgente naturale di acqua che dà vita all’antico acquedotto del Peschiera, un’opera imponente che arriva fino a Roma. Si coltiva senza diserbanti, fertilizzanti chimici di sintesi e trattamenti antiparassitari.

Questo rende la lenticchia di Rascino un seme pregiato, di piccole dimensioni di colore marrone rossiccio. La coltivazione inizia ad aprile, quando i terreni non sono più innevati e l’altipiano è di nuovo accessibile. La raccolta avviene in agosto e il prodotto essiccato è disponibile tutto l’anno.

Dal sapore ricco non ha bisogno di ammollo preventivo e un’altra particolarità è la tenuta. La lenticchia di Rascino cuoce in una ventina di minuti e non scuoce, rimanendo morbida all’interno ma consistente sotto ai denti.

Ricetta tipica di Rascino è la zuppa di pasta e lenticchie.

Nel 2014 sono diventate presidio SlowFood, i produttori della lenticchia di Rascino si sono riuniti in un’Associazione per la tutela dei metodi di coltivazione e della qualità.

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