Vivente San Francesco d’Assisi, fiorisce la prima Santa del nascente Ordine minoritico nell’albero genealogico dei Mareri feudatari del Cicolano, territorio di confine tra il Patrimonio di San Pietro ed il Regno napoletano aspramente conteso fra Svevi ed Angioini.
Deludendo le attese del padre e del fratello Tommaso, che la destinavano ad un matrimonio utile a consolidare le alleanze politiche del casato, la giovane Filippa oppone un netto rifiuto e si rifugia con le sue prime compagne Elisabetta, Maria e Milica presso l’eremo di San Nicola de gripta, ferma nel suo proposito di condurre austera vita monacale.
Superata l’ostilità dei familiari, Filippa Mareri potrà fondare la sua comunità secondo la Regula delle Pauperes Dominae di Santa Chiara ottenendo lo juspatronatum sulla pieve di San Pietro de Molito e sull’intera villa di Casardita, autorizzata da papa Gregorio IX ad esercitare il ruolo di protettrice della popolazione del luogo curandone anche l’amministrazione in temporalibus, così come si confaceva al proprio rango.
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