La patata turchesa deve il suo nome al colore della buccia oppure, più probabilmente, all’origine straniera (turchesa, turca). Si tratta di un tubero tipico della Sabina che, fino a due decenni fa, sopravviveva solo nei ricordi degli anziani. Nel 2002 poi fu avviato un progetto di recupero: i 33 tuberi sopravvissuti, grazie alla scienza, sono stati moltiplicati in laboratorio, ottenendo 10.000 mini patate da piantare.
La Turchesa viene coltivata a più di 1000 metri di altitudine nei territori del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in campi esposti al vento che rendono più difficile l’attacco dei parassiti e si raccoglie tra settembre e ottobre Il prodotto finale è inconfondibile: la buccia esterna è caratterizzata dal colore viola, mentre la pasta interna è bianca.
In cucina il metodo di cottura che valorizza di più la Turchesa è senza dubbio quello lento sotto la brace, ma la sua consistenza la rende adatta a ogni cottura. Comunque, qualunque metodo decidiate di adottare, vi consigliamo di farlo sempre mantenendo la buccia, dove si concentra la maggior parte delle sostanze nutritive.
Sabina terra di olio di oliva
A cura di Anna Rita PentuzziLa Sabina è terra rinomata per l’olio di oliva al punto che nel 1996 il prodotto ha ottenuto il riconoscimento della...
Il cantalupo
A cura di Claudia CattaniIl cantalupo è una varietà di melone del gruppo cantalupensis, di media grandezza, superficie ruvida, polpa giallo-arancio....
Miele sabino, dolce e salutare
A cura di Anna Rita PentuzziSabina terra di miele e apicoltori. Il miele, prodotto di alta qualità con un sapore ricco e autentico, è ottenuto dagli...



