Tra Carnevale e Quaresima Dalla Compagnia delle Maschere alla Confraternita del Suffragio
A cura di Ileana Tozzi

A circa un miglio fuori porta d’Arce, la pieve di Santa Maria della strada diritta  era un modesto edificio in pietra orientato parallelamente alla Salaria secondo l’asse est/ovest, nota ai più per essere uno dei terminali del palio dell’Assunta, che annualmente si correva a metà agosto secondo tre diversi itinerari percorsi a cavallo dai partecipanti alla carriera.

Lo Stato di chiese parrocchiali di Rieti del 1777 riporta la notizia secondo cui nel 1606, la compagnia delle Maschere composta da giovani scapestrati intesi ad allestire le feste e gli spettacoli per il Carnevale mutò i propri propositi ed intese occuparsi in opere di pietà cristiana. 

Gli Atti di Sacra Visita del vescovo Ascensi nel 1825 danno ulteriori ragguagli in merito alla «prodigiosa fondazione della Venerabile Confraternita di Santa Maria del Suffragio di Rieti» originata agli inizi del Seicento dal ritrovamento di un’immagine della Vergine impressa su un masso che ostruiva il bottino del fosso Ranaro provocando una piena. La gente accorsa a liberare il fosso, tra cui dovevano avere parte attiva i membri della Compagnia delle Maschere, gridò al miracolo, consegnò il simulacro mariano alla vicina chiesa di Santa Maria della via diritta e chiese al Vescovo di costituirsi in Pia Unione allo scopo di intercedere per le anime purganti con le opere di pietà che avrebbero messo in atto.

Assunto il nome di Confraternita del Suffragio, la compagnia fu eretta canonicamente dal vescovo Crescenzi  il 20 maggio 1614 ed ottenne per le proprie attività l’antica  chiesa intra mœnia  di San Leonardo, già di pertinenza dell’abbazia di San Pietro di Ferentillo, che dal XIV secolo era stata sede di un hospitale

Un anno più tardi, la confraternita reatina fu aggregata all’Arciconfraternita del Suffragio di Roma.

Presso la chiesa della Madonna della via diritta rimase una copia della miracolosa immagine, staccata dal muro e portata solennemente nella chiesa di San Leonardo, ormai detta del Suffragio. Presso la pieve suburbana continuò ad essere celebrata la ricorrenza della Natività della Beata Vergine Maria.

La chiesa urbana, ritenuta troppo piccola e inadatta agli scopi confratenali, fu ricostruita a spese della confraternita durante l’episcopato di monsignor Giorgio Bolognetti il quale nel 1645 benedisse la posa della prima pietra, secondo l’iscrizione posta sull’architrave del portale:

DEIPARE SUFFRAGII TEMPLUM VEVENTIUM SUPPLICATIONIBUS MORTUORUM INDULGENTIIS  DESIGNATUM SODALITAS FUNDAT. GEORGIUS BOLOGNETUS EPISCOPUS PRIMUM HUNC LAPIDEM JIECIT 

A.D. MDCXXXXV 

La chiesa del Suffragio fu degnamente decorata a spese della confraternita, che provvide a dotarsi di due stendardi, uno grande con l’immagine della Madonna e uno piccolo con l’immagine delle Anime del purgatorio. 

In memoria dell’antico titolo, la famiglia Angelotti  commissionò all’artista reatino Antonio Gherardi la pregevole tela raffigurante San Leonardo conservato presso il Museo Civico. 

Il maestro organaro Cesare Catarinozzi realizzò un bell’organo a cinque registri.

La chiesa confraternale della Beata Vergine del Suffragio è stata demolita nel 1963, sacrificata all’edilizia popolare ed al traffico automobilistico insieme con i bastioni di porta d’Arce.

 

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