Sveva è una pittrice romana, cresciuta in una famiglia dai legami profondi: un nonno sabino, una nonna piemontese, un padre romano e una madre triestina. Questa ricca diversità si riflette nelle opere dell’artista, che crede nei legami di sangue e di spirito, trascendendo le differenze culturali attraverso la sua espressione artistica.
Il cuore della sua ispirazione affonda nelle radici sabine, dove all’età di sette anni si trasferisce nella tenuta di famiglia a Poggio Catino. Una villa/castello circondata da vigne e oliveti, dove ha partecipato attivamente alle attività rurali. Questa immersione nella realtà contadina ha plasmato il suo sguardo artistico, influenzando la scelta dei suoi soggetti prediletti: ninfe, centauri e figure mitologiche, simboli della natura che lei crede essere ancora presenti, seppur più appartati e nascosti, nel mondo contemporaneo.
Sveva ha portato con sé queste radici in ogni tappa della sua vita, attraverso le città di Augusta, Messina, Taranto, Livorno, Lerici, Roma, La Spezia, Bruxelles, Napoli e Washington DC. Ogni luogo ha aggiunto un tassello alla sua esperienza artistica, arricchendo il suo bagaglio culturale.
L’ultima sua mostra la riporta in sabina a Fara Sabina con il tema “Archetipi“. In questa mostra Sveva ha interpretato la leggenda di Roma come la fusione di due dimensioni del mondo, uno scontro tra il temporaneo e l’eterno.
L’arte di Sveva è un continuo dialogo tra le radici sabine, la mitologia e i luoghi che ha attraversato, creando un ponte tra passato e presente portando con sé la sua storia e la ricchezza della Sabina in ogni pennellata.
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