A cura di Anna Rita Pentuzzi
Dopo il docufilm trasmesso da Rai3 torna d’attualità il nome di Nazareno Strampelli, il grande agronomo nato a Crispiero, in provincia di Macerata nel 1866, che ha ottenuto a Rieti i grandi risultati che hanno rivoluzionato la coltivazione e la raccolta del grano. Proprio a Rieti, dove ottenne la cattedra sperimentale di granicoltura, prese forma il suo metodo, basato sull’ibridazione e su una visione etica della ricerca, orientata a combattere la fame e promuovere la sicurezza alimentare, più che a inseguire il profitto. Strampelli fu capace di guardare oltre il proprio tempo, selezionando varietà più produttive, resistenti e precoci, «capaci di affrontare caldo e siccità» e anticipando di decenni i temi oggi al centro del dibattito sul cambiamento climatico.
Strampelli fu il creatore del famoso grano Senatore Cappelli che prese il nome dal suo mentore senatore Raffaele Cappelli, il quale gli affidò un suo terreno, in Puglia, dove il genetista poté sperimentare e realizzare le sue teorie allora rivoluzionarie.
Una brillante intuizione di Strampelli fu di scegliere la valle reatina come suo laboratorio di ricerca; nel 1904 utilizzò un primo fondo agricolo, concessogli dal principe Potenziani, per mettere a coltura 204 diverse qualità di frumento e provò a vedere cosa succedeva coltivandoli nella Valle Reatina. Da quell’esperienza il grande genetista spiccò il volo e, con le sue successive sperimentazioni, divenne il più importante agronomo del ‘900, colui che rivoluzionò le qualità e la coltivazione di grani.
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