L’antica Sabina preromana, che si estendeva per larga parte dell’Italia mediana appenninica, era per antonomasia la terra di un popolo pio, profondamente religioso, aduso ad onorare e venerare gli dei del suo primitivo Olimpo: i numi tutelari della natura, della vita e delle attività dell’uomo, i tradizionali, arcaici custodi e testimoni di concezioni intimamente legate alla vita semplice ed onesta, orientata a valori saldi, praticata da una serie innumerevole di generazioni.
Secondo la tradizione, i Sabini dettero a Roma il senso del sacro, inteso come duplice legame, religio, appunto, con il divino e con l’umano: da ciò, la civiltà latina trasse i principi fondanti della religione e del diritto.
In questo senso, vanno interpretati tanto il nome del popolo Sabino, legato all’eponimo eroe e fondatore Sabo, Sanco o Santo, che già Marco Terenzio Varrone spiegava απο του σεβεσται, dal significato del verbo greco “venerare”, quanto lo stesso nome del mitico re Numa Pompilio, successore di Romolo, che dette agli abitanti della città νομοι, ossia le leggi, e πομπαι, ossia i rituali attraverso cui le divinità venivano onorate nella condivisione delle pratiche di culto scrupolosamente compiute dai sacerdoti ed osservate dagli astanti.
Memorie della chiesa di Santa Maria del Suffragio in porta d’Arce a Rieti
Nel 1635, in occasione dell’arrivo del cardinale Giovanni Francesco dei conti Guidi di Bagno, destinato a reggere la Diocesi di Rieti, il...
Il fonte battesimale della Cattedrale
Il battistero di San Giovanni in Fonte, con il suo maestoso catino marmoreo, costituisce perarmonia ed eleganza l’indiscusso archetipo della...
Rieti, la cattività Avignonese, il governo degli Alfani
Quando alla morte repentina di papa Benedetto XI seguì l’elezione del guascone Bertrand de Got e la sede pontificia si trasferì ad Avignone la città...


