La Chiesa di San Francesco a Rieti

A cura di Stefano Leuteri
La Chiesa di San Francesco a Rieti

La Chiesa di San Francesco a Rieti è uno dei più antichi e significativi edifici dedicati al Santo di Assisi dopo la Basilica di Assisi. Costruita tra il 1245 e il 1253 (autorizzata da una bolla di Papa Innocenzo IV), sorge in un luogo denso di memoria francescana, nella zona meridionale del centro storico, lungo via San Francesco.

Essa simboleggia il legame profondo tra San Francesco e la città di Rieti, dove il Santo soggiornò ripetutamente tra il 1209 e il 1225, e rappresenta un importante centro della spiritualità e della vita civile reatina.

Sul sito esisteva già dal primo decennio del XIII secolo un piccolo oratorio per l’assistenza dei malati, fondato dallo stesso San Francesco. Dopo la canonizzazione (1228), la comunità francescana ottenne l’autorizzazione a edificare il complesso conventuale. La chiesa, a navata unica con pianta a croce latina, conserva ancora oggi il nucleo romanico-gotico originario.

Il doppio ciclo di affreschi

Uno degli elementi artistici più straordinari della chiesa è il doppio ciclo di affreschi presente soprattutto nell’abside e nel coro:

  • Il primo ciclo, risalente alla fine del Duecento / inizi del Trecento (poco dopo la consacrazione della chiesa), raffigura le Storie di San Francesco ed è stilisticamente e iconograficamente molto vicino al grande ciclo della Basilica Superiore di Assisi. Realizzato da un artista anonimo di scuola giottesca (probabilmente influenzato dal cantiere assisiate), include scene come il Sogno di Innocenzo III, il Presepe di Greccio, la Visione del carro di fuoco e altre episodi della vita del Santo. Questo ciclo sottolinea il legame ideale tra Rieti e Assisi.
  • Nel corso del Quattrocento (circa XV secolo) un secondo strato di affreschi fu sovrapposto parzialmente al precedente, coprendolo in alcune parti. Questo intervento più tardo è emerso grazie ai restauri del Novecento (1953 e successivi), che hanno permesso di recuperare e staccare porzioni del ciclo duecentesco, oggi conservate in parte nel Salone Papale o esposte nel Museo Diocesano.

Questi affreschi testimoniano l’importanza che la chiesa rivestiva già nel Medioevo come centro di devozione francescana.

Le tombe delle famiglie nobili reatine

La Chiesa di San Francesco custodisce le tombe di molte delle principali famiglie aristocratiche reatine, tra cui i Potenziani e i Peccatori.

Questo ruolo di “pantheon” cittadino è legato alla funzione svolta dai francescani nella nascita e nello sviluppo del Comune di Rieti: i frati, con la loro autorità morale e il loro impegno nella mediazione sociale, favorirono la pacificazione tra le fazioni e il consolidamento delle istituzioni comunali. Le famiglie nobili scelsero quindi la chiesa come luogo di sepoltura, rafforzando il legame tra Ordine francescano e vita civile della città.

La Lapide del Vescovo Geraldo di Soissons

Un documento commovente e storicamente preziosissimo conservato nella chiesa è la lapide in palombino dedicata al Vescovo di Soissons, Geraldo, e ai suoi due cappellani.

Questa iscrizione conferma la presenza di Rieti su uno dei percorsi dei pellegrini nel XIII secolo e narra un episodio tragico avvenuto nel 1296:

TRES TELA BUSTA TENENT DOMINUM SIMUL ATQ. CLIENTES QUOS EADEM PATRIA VEXIT ET UNA FIDES. SUESSI OMNES, IS ERAT PRAESUL DICTUSQ. GERALDUS, QUEM GENUS ET FASCES NOTIFICARE BONUM. ECCE CAPPELLANI DOMINUM SECTANTUR AMATUM SCILICET EGIDIUS CUMQ. IOANNE COMES. HIS PER QUAM MOSTRARE FORES ARCHANGELUS ALIUS ATQ. NICOLAUS, SIC TUNC OBIERE PARES. HOS REA MORS RAPUIT, REATINA POLIS SEPELIVIT, ASTRA TENENT ANIMAS, MATRE ROGANTE DEI.

Una traduzione del documento per alcuni versi struggente è quella che segue: «Tre tombe racchiudono insieme il signore e i suoi fedeli clienti, che la stessa patria portò e un’unica fede. Tutti di Soissons: egli era il presule detto Geraldo, che la stirpe e gli onori qualificano come nobile. Ecco i cappellani scortano l’amato signore, cioè Egidio con Giovanni come compagno. A loro, per mostrare le porte, l’Arcangelo e Nicola: così allora morirono uguali. Questi li rapì la morte colpevole, li seppellì la città reatina, le stelle conservano le anime, con la preghiera della Madre di Dio.»

Il vescovo Geraldo stava compiendo un pellegrinaggio verso San Nicola (probabilmente Bari) e il Santuario di Monte Sant’Angelo nel Gargano quando fu ucciso insieme ai suoi compagni da briganti ghibellini nei pressi di Rieti. La città li seppellì con onore nella chiesa francescana, testimoniando l’ospitalità e la pietà verso i pellegrini.

La chiesa sorge a pochi passi dalla Chiesa di Santa Chiara (originariamente intitolata a Santo Stefano), costruita contigua alla casa del Beato Angelo Tancredi da Rieti, uno dei primi dodici compagni di San Francesco. Angelo donò la sua dimora alle prime terziarie francescane; lì fu realizzata la prima cappella di Santo Stefano, nucleo dell’attuale chiesa di Santa Chiara. Il Beato Angelo fu sepolto accanto a San Francesco nella Basilica di Assisi, simbolo della loro profonda amicizia.

Candidatura ai “Luoghi del Cuore” FAI 2026

Oggi la Chiesa di San Francesco, insieme alla vicina Chiesa di Santa Chiara, è candidata ufficiale ai “Luoghi del Cuore” FAI 2026, nell’ambito del censimento promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano. Il comitato spontaneo “Amici delle Chiese di San Francesco e Santa Chiara” e il Gruppo FAI di Rieti hanno scelto questi due luoghi simbolo della storia, della spiritualità e dell’identità cittadina, attualmente chiusi per restauri strutturali, per sensibilizzare la comunità e favorire il loro recupero e la loro valorizzazione.

La Chiesa di San Francesco a Rieti è quindi molto più di un edificio antico: è un luogo del cuore per vocazione in cui si intrecciano arte, spiritualità francescana, memoria civica e storia dei pellegrinaggi medievali. Insieme alla vicina Chiesa di Santa Chiara forma un polo unico che conserva viva la presenza di San Francesco e dei suoi primi compagni nella Valle Santa.

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