Nel 1552 i fratelli veronesi Lorenzo e Bartolomeo Torresani ricevettero l’incarico dalla Confraternita dei Mercanti di realizzare un grande affresco rappresentante il Giudizio Universale nell’Oratorio di San Pietro Martire a fianco della chiesa di San Domenico.
Erano passati solo undici anni dal completamento del Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina a Roma e sicuramente i due fratelli avevano ammirato il grande capolavoro, tanto da prenderne spunto nella composizione e nella descrizione dei vari personaggi rappresentati, come anche conoscevano il Giudizio Universale della Cappella di San Brizio del Duomo di Orvieto, opera del Beato Angelico e di Luca Signorelli. L’affresco che realizzarono è imponente si estende su tre pareti coprendo anche la volta a crociera dove è raffigurato Cristo Giudice con gli strumenti della passione, ci misero due anni a completarlo dedicando attenzione a rappresentare i santi locali intenti a salvare le anime dei loro conterranei.
Attualmente si trova all’interno della Caserma Verdirosi dove ha sede la Scuola Interforze per la Difesa NBC ed è difficile poterlo visitare, ma si spera prossimamente di poter ammirare questa bellissima opera cinquecentesca grazie al programma del Museo Diffuso promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti.
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