Francesco d’ Assisi e di Rieti: la seminagione della Custodia Reatina
A cura di Ileana Tozzi

Le fonti francescane concordano nel collocare a Rieti e nella valle reatina la costante presenza
del Santo tra il 1209 e il 1225, quando la città, ai confine fra il Patrimonio di San Pietro ed il
Regno di Napoli, era inclusa tra le sedi della Curia Pontificia.
Proprio a Rieti Francesco d’Assisi fu ricevuto più volte dai pontefici Innocenzo III ed Onorio III,
che gli offrì ospitalità presso il palazzo vescovile durante il periodo della infezione agli occhi,
curata mediante la cauterizzazione del nervo ottico.
Francesco preferì risiedere nei pressi della città, benevolmente accolto dai Benedettini di Farfa che consentirono a lui ed ai suoi primi seguaci di riadattare alla loro dura forma di vita alcuni antichi romitori ormai abbandonati. Fu così che presero vita le primitive comunità di Poggio Bustone e di Fonte Colombo, dove per ispirazione divina Francesco poté provvedere alla stesura definitive della Regula. Ma il luogo più noto al mondo tra le fondazioni francescane del territorio reatino è Greccio, dove il Santo godette dell’ospitalità del signore del luogo Giovanni Velita, testimone della miracolosa apparizione del Bambino Gesù durante la celebrazione del Natale 1223 da cui ebbe origine la tradizione del Presepe.
In città Francesco fece i suoi primi proseliti, tra cui esercitarono un ruolo di prim’ordine il
cavaliere Angelo Tancredi e frate Illuminato, al secolo Accarino di Rocca, di cui fa memoria la
Commedia di Dante Alighieri (Paradiso, canto XII 130-132).
La presenza di San Francesco fu il presupposto per la fondazione del convento urbano a lui
intitolato nel sestiere di Porta Romana de suptus e nei numerosi conventini periferici che
costituirono la Custodia Reatina.

 

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