Vincentini
A cura di Alessandra Vincenti Mareri
La storia dei Vincentini si confonde con quella dei Vecchiarelli e dei Vincenti, derivando le tre famiglie da uno stipite comune e cioè da Vecchiarellus Ricardella uxor (1150). Nel XVI s. la famiglia vanta Ippolito (1570-1641) che fu gonfaloniere di Rieti e Marco Antonio (4 giugno 1624), nunzio da Napoli, poi vescovo di Foligno, e Tiburzio (14 marzo 1628), che fu anche lui gonfaloniere di Rieti. Il 25 maggio 1695 monsignor Marcantonio, insieme al fratello Tiburzio e discendenti, ebbe il conferimento della nobiltà di Spoleto. Da Tiburzio discendono in linea diretta gli attuali rappresentanti questo ramo.

Palazzo Vincentini o Palazzo della Prefettura/del Governo è situato nella rinascimentale piazza Cesare Battisti, nel cuore del centro storico di  Rieti ed è la sede della Prefettura di Rieti dal 1927 quando Rieti fu designata capoluogo di Provincia e fu dichiarato monumento nazionale già nel 1902.

Nel 1589 Marco Antonio Vincentini acquistò l’antica casa/torre dei Poiani signori di Piediluco, affidando il progetto della nuova dimora all’architetto lombardo Giovan Domenico Bianchi.

I lavori del palazzo, caratterizzato dall’ariosa loggia di impronta vignolesca affacciata sui giardini all’italiana, si conclusero nel 1624.

Il piano nobile vanta il maestoso salone delle feste decorato da Vincenzo Manenti durante la quarta decade del sec. XVII con raffinate immagini tratte dalla tradizione mitologica ed epica ed inoltre notevole è la Sala del pianoterra affrescata dal pittore reatino Arduino Angelucci.

I giardini aperti al pubblico, da cui si gode un suggestivo panorama, sono stati recentemente riallestiti grazie al supporto della Fondazione Varrone.

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