Potenziani
A cura di Alessandra Vincenti Mareri
La famiglia dei Potenziani, seppur presente a Rieti già dal quattrocento non
annovera personaggi ragguardevoli prima di Giovanni  (1775) nominato da Clemente
XIII commendatore di S. Spirito (1767), maestro di camera di Clemente XIV (1770),
governatore di Roma e Cardinale sotto Pio VI.
La discendenza diretta della famiglia si estinse con Sofia, figlia del marchese Giovanni, ministro di Pio IX nel 1848, sposatasi al conte polacco Enrico Grabiński. Giovanni Antonio Grabiński (1850-1899), nato da questa unione, abbandonò il cognome di Grabiński e assunse e trasmise ai suoi figli il cognome dei Potenziani.
Fu nominato principe da Pio IX e nel 1891 dal re Umberto I. Sposò Maria Spada Veralli, sorella primogenita di Federico, ultimo discendente della famiglia Spada. Il figlio Ludovico (Rieti 1880 – Roma 1971), ottenne nel 1926 di surrogare la famiglia Spada, estintasi, mediante preposizione dei cognomi Spada Veralli.

Don Lodovico Spada Veralli Potenziani, principe di Castel Viscardo, è la figura tra le più importanti e di prestigio reatino del XX s, nonché artefice dello sviluppo socio-economico della città di Rieti.
Dopo studi da privatista, Potenziani Spada Veralli frequentò il liceo di Rieti, ma non risulta che si sia mai iscritto all’università. Dagli inizi del Novecento presiedette il Comizio agrario sabino, che promosse campi sperimentali per studiare i fertilizzanti chimici allo scopo di elevare la produzione del grano Rieti originario, all’epoca tra i migliori in Europa. Entrò così in contatto con Nazareno Strampelli (1866-1942), il tecnico agrario che sviluppò la ricerca sulla resa del grano italiano. Con l’avvento del fascismo, Potenziani e Strampelli vennero a trovarsi in sintonia con la politica del regime, culminata nella ‘battaglia del grano’. Nel 1928 Mussolini premiò l’attività di ricerca agraria di Potenziani con una medaglia d’oro e con un diploma, e il 26 febbraio 1929 nominò senatori del Regno sia lui sia Strampelli. Nel 1908 Potenziani assunse la presidenza della Società aeronautica italiana e la vicepresidenza della Fédération aéronautique international. Nel 1911 fu nominato vicepresidente del Comitato nazionale per l’Esposizione di Roma. Partecipò alla Grande Guerra come ufficiale del Genio aeronautico. Dopo il conflitto ebbe anche diversi incarichi di vertice in ambito sportivo al CONI, al Jockey club italiano, all’Unione ippica italiana.
Dal punto di vista politico, l’attività di Potenziani fu altalenante: candidato nazionalista nelle elezioni del 1912 per il collegio di Cittaducale, nonostante l’appoggio dei cattolici fu nettamente battuto dal candidato ministeriale uscente; nelle elezioni del 1924 gli fu preferito, a rappresentare Rieti, Valentino Orsolini Cencelli, di Magliano Sabina, uno dei maggiori esponenti dello squadrismo locale e commissario di governo dell’Opera nazionale combattenti. Tuttavia, anche senza incarichi particolari, Potenziani ebbe un ruolo attivo nello sviluppo di Rieti e del suo territorio. Nel 1915 organizzò i soccorsi per il terremoto della Marsica, che aveva colpito Avezzano e numerosi centri del Reatino; nel 1923 si adoperò per l’alluvione
che interessò la zona di Rieti e, in quella circostanza, incontrò per la prima volta Mussolini, al quale consegnò un lungo elenco di provvedimenti indispensabili per il territorio, alcuni dei quali vennero avviati già l’anno successivo. Fra il 1928 e il 1931 furono realizzate le opere idrauliche per evitare altre inondazioni e bonifiche della piana sabina; fu inoltre creata una fabbrica di seta artificiale a Rieti, che portò occupazione anche nella provincia. Dieci anni dopo fu la volta della funivia del Terminilluccio, la cui costruzione fu realizzata da Potenziani e dal conte Giambattista Caproni, imprenditore e pioniere dell’aeronautica militare e civile italiana.
Nel frattempo, nel Consiglio dei ministri del 6 dicembre 1926, Rieti venne eretta a provincia e Potenziani fu nominato governatore di Roma. Il principe proseguì l’opera del suo predecessore, Filippo Cremonesi, in particolare sistemando la pavimentazione di molte strade del centro e concludendo l’edificazione del quartiere della Garbatella; avviò, inoltre, i lavori della via del Mare, continuò l’attività di restauro e di scavo nelle aree archeologiche della città, salvaguardandole dalle mire edilizie private. Importanti furono anche le iniziative volte a isolare il Campidoglio, la realizzazione dell’aeroporto del Littorio e la risistemazione del
Teatro dell’Opera. Speciale rilievo politico ebbero in quegli anni le visite a Roma del
sindaco di New York, James J. Walker, e del lord major di Londra, Georges Blades,
rispettivamente nel settembre e nell’ottobre del 1927. Potenziani operò affinché queste occasioni incoraggiassero nuovi contatti con il mondo anglosassone – con il quale il principe si trovava in particolare sintonia – legittimando così il regime a livello internazionale. La nomina fece del principe una sorta di ambasciatore italiano, soprattutto nel mondo anglosassone. Nel 1931 presiedette il Comitato delle onoranze a George Washington; nell’estate del 1932 fu incaricato di organizzare la partecipazione italiana alla Esposizione internazionale di Chicago (1933-34), alla quale Mussolini attribuiva una notevole importanza per l’immagine del regime; il bilancio per l’Italia, modesto dal punto di vista commerciale, fu politicamente un successo: la trasvolata di Italo Balbo, la visita di Guglielmo Marconi e l’inaugurazione del monumento a Cristoforo Colombo fecero da cornice alla presenza italiana a Chicago, come provò la straordinaria attenzione della stampa americana. Potenziani fu inoltre ricevuto in due occasioni dal presidente americano Franklin Delano Roosevelt. Alla fine del 1933 fu nominato presidente dell’Istituto internazionale di agricoltura (l’odierna FAO), dall’ottobre 1933 al febbraio 1935, potenziandone la dimensione internazionale.
La nuova liquidazione segnò la sua fine politica e, per altro, l’alleanza con la Germania nazista lo convinse che il fascismo si stava sempre più allontanando dai propri riferimenti culturali, conservatori e risorgimentali. Tre giorni prima del 25 luglio 1943, su iniziativa di Paolo Thaon di Revel, 62 senatori, tra i quali Potenziani, firmarono un appello al popolo affinché si stringesse intorno al sovrano.
Nel dopoguerra, decaduto da senatore del Regno, cercò di reinserirsi nella vita politica candidandosi, senza successo, nelle liste del Partito nazionale monarchico nelle elezioni politiche del giugno 1953.
Mori a Roma l’8 agosto 1971.

Villa Potenziani

Era la residenza di caccia della famiglia Potenziani, una sontuosa struttura,
impreziosita da affreschi, decorazioni, artistici fregi e stucchi. Da villino di caccia, tra
il 1781 e il 1795, quando c’era stato il primo incremento della potenza e del
prestigio della ricca famiglia reatina, a sontuosa residenza estiva, verso la metà
dell’Ottocento, a sede definitiva della piccola “corte” del Principe Lodovico Spada
Veralli Potenziani (1880-1971), nei primi anni del Novecento. Vicino alla villa sorge
dal 1508 il convento di San Mauro donato definitivamente, assieme ad una parte
del parco, il 9 novembre 1963 dal principe all’ordine dei frati Cappuccini.
Oggi, la Villa Potenziani è una raffinata struttura alberghiera.

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