La Sabina, con la sua vocazione naturale all’allevamento, è la patria di ottimi formaggi locali fra quali il Cacio Magno, che deve il suo nome a Carlo Magno il quale pare fosse un grande estimatore di questo prodotto. Nel suo viaggio verso Roma, il futuro Imperatore si trattenne per qualche giorno presso l’Abbazia di Farfa, dove, tra gli omaggi che i frati gli dedicarono, c’era uno speciale formaggio di loro produzione. Carlo Magno ne rimase estasiato e donò l’appellativo “magno” al cacio gustato nell’Abbazia di Farfa.
Di questo formaggio, che è entrato nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tipici (PAT) della Regione Lazio, vengono prodotte due versioni: quella semplice e quella alle erbe, ottenuta con l’aggiunta di vegetali come radicchio, rucola, peperoncino, non necessariamente insieme. Il Cacio Magno si gusta tal quale, al massimo in abbinamento a frutta fresca, o in insalate. Il nostro consiglio goloso è quello di assaporarlo in fonduta, come condimento per primi piatti.
Il 19 agosto di ogni anno si celebra la Fiera di San Magno a Cittaducale, a pochi chilometri da Rieti, durante la quale si svolge anche la Sagra del Pecorino.
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