Il Colle San Mauro alle porte di Rieti vicino a Porta d’Arce era il luogo ove are ubicata la dimora dei Principi Potenziani ed il vicino convento dei frati Cappuccini.
Recentemente grazie agli studi della prof. Letizia Rosati, storica dell’arte e cultrice della storia locale, è stato possibile scoprire l’autore delle pitture di un tesoro artistico, piccolo per dimensioni, ma grande per qualità e ricchezza di significati.
Vicino alla villa che fu la residenza dei principi, ora trasformata in un albergo di lusso, nei primissimi anni del ‘900 il giovane principe Ludovico Potenziani volle far costruire una cappella funeraria per omaggiare il padre Giovanni, figura di rilievo della vita cittadina di Rieti, colui che volle qui il primo zuccherificio d’Italia. La professoressa Rosati ha scoperto con ricerche di archivio e studio delle pitture che l’artista che fu scelto per decorare le pareti della cappella fu Pietro Mengarini, un maestro romano, che qui si ispirò ai movimenti artistici emergenti a livello internazionale, quali i secessionisti viennesi ed i preraffaelliti londinesi, questa è una vera rarità nel panorama provinciale di Rieti, una grande apertura verso il mondo internazionale frequentato dal principe Potenziani.
La cappella è ricca di dorature in oro zecchino, altra particolarità che la rende più che preziosa. Infine, lo studio iconografico della Rosati ha svelato alcuni misteri racchiusi tra simboli giudaico-cristiani e esoterico-massonici dovuti ad una presunta filiazione romana di Giovanni Potenziani. Questo tesoro, non aperto al pubblico, è possibile visitarlo occasionalmente grazie all’Associazione Domenico Petrini che si sta adoperando anche per far restaurare questo gioiello.
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