Rieti, torna a splendere il Palazzo Comunale: restaurata la Sala Consiliare con le opere di Calcagnadoro Angelucci e Morsani
A cura di Fabrizio Finamore
Il 24 luglio Rieti inaugurerà il nuovo volto del Palazzo Comunale dopo un importante intervento di restauro e valorizzazione che ha interessato gli ambienti di maggior pregio storico e artistico dell’edificio: l’atrio, lo scalone e soprattutto la Sala Consiliare, cuore del palazzo. L’intervento, realizzato grazie alle risorse del Piano Nazionale Complementare (PNC), ha restituito dignità a spazi che necessitavano di un recupero conservativo e di una nuova funzionalità, in collaborazione con la Soprintendenza. «Sono state interessate le parti più significative del Palazzo Comunale, quelle che più avevano bisogno di un intervento di restauro e che meritavano di essere valorizzate», spiega l’Assessore alla Cultura Letizia Rosati.
Il lavoro più complesso ha riguardato la Sala Consiliare, realizzata nel 1909 e decorata da Antonino Calcagnadoro, considerato il massimo artista reatino del primo Novecento. Sono stati restaurati i dipinti murali a secco, gli stucchi e gli elementi decorativi che circondano la sala, oltre agli arredi, aggiornati anche con nuove dotazioni tecnologiche per le attività istituzionali. Grande novità è il completamento del progetto decorativo del soffitto, rimasto incompiuto dal 1909. Trent’anni dopo l’intervento di Calcagnadoro, il suo allievo più importante, Arduino Angelucci, era stato incaricato di completare il programma iconografico della sala con tre opere: due tondi e una grande tela centrale. Quest’ultima, mai realizzata a causa dello scoppio della guerra, avrebbe raccontato il sacrificio dei giovani reatini partiti per il fronte della Prima guerra mondiale. I due tondi, raffiguranti il Ver Sacrum e la Rieti Semper Fidelis, sono stati invece donati dagli eredi dell’artista al Comune, restaurati e finalmente collocati nel luogo per cui erano stati pensati.
«Con questa operazione abbiamo dato completezza a un progetto iniziato quasi un secolo fa», sottolinea l’assessore. «È un intervento che mette in dialogo due grandi stagioni artistiche: Calcagnadoro, interprete del gusto liberty e dell’arte nuova, e Angelucci, legato alla cultura figurativa del movimento Novecento. Due linguaggi diversi che oggi convivono nella stessa sala». Le decorazioni di Calcagnadoro raccontano le virtù della città attraverso quattro grandi fregi dedicati alle arti, al lavoro, all’agricoltura e alla giustizia, restituendo anche l’immagine di una Rieti fortemente legata alla propria identità produttiva e agricola nei primi decenni del Novecento.
Il restauro ha coinvolto anche l’atrio e lo scalone, realizzati dopo il terremoto del 1898 su progetto dell’architetto Cesare Bazzani. Lo scalone è stato restaurato e reso più luminoso, mentre l’atrio, prima spazio poco utilizzato, sarà trasformato in un punto di accoglienza del museo diffuso cittadino, con biglietteria, bookshop e un nuovo allestimento. Ad arricchire questi ambienti saranno le opere dello scultore reatino Bernardino Morsani, donate dalla famiglia al Comune. Saranno esposti studi, bozzetti e lavori dedicati anche alla sua ricerca sui Bronzi di Riace, insieme a testimonianze della sua produzione artistica.
L’obiettivo dell’intervento è quindi duplice: restituire alla città un edificio simbolo, già recuperato dopo il terremoto del 1898 e oggi nuovamente valorizzato dopo il sisma del 2016, e trasformarlo in un luogo capace di raccontare la storia artistica di Rieti attraverso i suoi protagonisti più importanti.
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