Peculiarità Agroalimentari

A cura di Claudia Cattani e Anna Rita Pentuzzi

Rieti ed il suo territorio costituiscono, sin dal tempo degli antichi romani, un’area molto fertile, ricca di acqua, grano, olio e colture di vario tiposelvaggina e prodotti ittici.

In questa sezione desideriamo descrivere le peculiarità delle coltivazioni, dei prodotti del territorio, della fauna e delle ricette tipiche alcune delle quali famose nel mondo.

​​Annoveriamo tra esse : l’acqua di Fonte Cottorella, le cui proprietà terapeutiche sono note sin dai tempi dell’Imperatore Vespasiano, i grani Strampelli, come varietà di grani più resistenti alle intemperie, siccità e malattie parassitarie, l’olio di oliva DOP della Sabina, gli alberi da frutto ed in particolare i castagneti, il cinghiale e le  sue carni, i prodotti ittici di acqua dolce, come i gamberi rossi delle sorgenti di Santa Susanna, le ricette tipiche tra cui primeggiano la famosa “amatriciana”  e la altrettanto famosa “ torta mimosa”.

Nel 2024 è stato istituito, dalla Camera di Commercio di Rieti, il Marchio Collettivo “Rea Qualità Reatina” per contraddistinguere e promuovere prodotti e servizi realizzati nella provincia di Rieti che rispondano a determinati requisiti di qualità e tipicità.

Foto Gallery Peculiarità Agroalimentari

Altri contenuti da Peculiarità Agroalimentari

Il cantalupo

Il cantalupo

A cura di Claudia CattaniIl cantalupo è una varietà di melone del gruppo cantalupensis, di media grandezza, superficie ruvida, polpa giallo-arancio. È stato chiamato così perché originariamente portato da missionari cattolici asiatici al castello pontificio di...

Sabina, terra di vini

Sabina, terra di vini

A cura di Anna Rita PentuzziLa Sabina è una terra ricca di vigneti noti già ai tempi dei Romani e citati in molti documenti medievali e dello Stato Pontificio. Tra i più noti c'è il vino “Colli della Sabina” che, dal 1996, è a Denominazione di Origine Controllata. La...

Cordelle sabine

Cordelle sabine

A cura di Anna Rita Pentuzzi Specialità preparate con la pasta lievitata che avanzava dopo aver fatto il pane, dette anche “cecamariti” perché – secondo la leggenda – erano così buone da accecare gli uomini.Come variante per il condimento nel comune di Orvinio, in...