fig. 1 – Affresco nel palazzo di Bomarzo recante il riferimento a Collepiccolo
Tra gli eventi annunciati dal sito Amici di Rieti, una artistica locandina invitava ad una interessante tavola rotonda il 28 marzo 2026: “Non solo Colle di Tora: Svelando ciò che il tempo nasconde” nell’ambito della conferenza internazionale “Tra Bomarzo e il Turano: Percorsi ritrovati”, svoltasi nei giorni 27 e 28 marzo.
Nel dettagliato programma era inserita, nella giornata di chiusura della conferenza internazionale e prima della citata tavola rotonda, una visita guidata alla storica “Casa del Direttore” di Colle di Tora, nota per gli affreschi del pittore reatino Arduino Angelucci, il quale ha anche ispirato il prezioso giardino con labirinto basso della residenza; quasi un’ evocazione anticipatoria del Sacro Bosco del palazzo di Bomarzo, dove sono gli affreschi ritrovati con raffigurato Collepiccolo, oggi Colle di Tora, tema della tavola rotonda pomeridiana.
Ci piace nell’occasione ricordare il titolo di un articolo della dr.ssa Luisa Caporossi, nel volume che ha celebrato nel 2023 il 500esimo anniversario della nascita di Vicino Orsini, creatore del Sacro Bosco, signore di Bomarzo e, tra gli altri, di Collepiccolo; il titolo recita: “Il ‘serio ludere’ di Vicino Orsini a Bomarzo tra ‘prisca philosophia’ e ‘coglionerie’”. Alla dr.ssa Luisa Caporossi della Sovrintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, storica dell’arte di grande esperienza e studi, si deve la laboriosa restituzione degli affreschi, avendone curato anche la direzione lavori; la stessa ha presieduto la tavola rotonda e ha illustrato egregiamente i restauri. Quel suo citato ‘serio ludere’ può fissarsi come riferimento della fase introduttiva della tavola rotonda, quando le scolaresche, sotto lo sguardo compiaciuto della loro ottima guida, la prof. Tiziana Pandolfi, non nuova a queste applaudite partiture, si sono inserite nella narrazione degli affreschi con simpatici apporti. Hanno anche elaborato un disegno collettivo del borgo di Collepiccolo, così come suggerito dal ritrovato affresco, presentato empaticamente dai due sindaci (Otello Loreti, Colle di Tora e Marco Perniconi, Bomarzo).
fig. 2 – I due Sindaci di Colle di Tora e Bomarzo
Entrambi i sindaci hanno manifestato, oltre alla soddisfazione per i risultati raggiunti, la piena condivisione riguardo alle prossime iniziative per l’ineludibile completamento dei restauri ed un futuro gemellaggio è auspicato a tempo debito. Nella sede accademica della conferenza internazionale, tra le numerose relazioni di cui si auspica la pubblicazione, si è premesso e introdotto il tema del genius loci: sentimenti di appartenenza, di attaccamento al proprio territorio, memorie e il ‘serio ludere’ qui appunto è “la conoscenza attraverso modalità giocose”.
fig. 3 – Intervento della dott.ssa Luisa Caporossi al Convegno
Ma con il “ludere” ovviamente c’è anche il “serio” e ne dà ampio riscontro la relazione della dr.ssa Donatella Pitzalis, esperta del restauro, che si è soffermata anche sugli interventi su strutture segnate da eventi sismici da cui è stato afflitto il palazzo Orsini e sugli scampati affreschi, di più ampio interesse, pensando ad altre realtà a noi vicine. Impressionante come da quattro pareti scialbate siano apparse, in prima esposizione pubblica, figure e paesaggi con il loro vigore rinascimentale. Sugli Orsini di Bomarzo interessante e puntuale l’intervento argomentato dell’assessore di Bomarzo Marzia Arconi e sempre da ascoltare il direttore emerito dell’Archivio di Stato di Rieti Roberto Lorenzetti con la sua vasta conoscenza della storia e dell’arte della Sabina; fondamentale il suo volume cartografico Imago Sabinae, con l’excursus sugli affreschi dei castelli sabini noti, tra cui quello raffigurato a Bomarzo, segnalato in un articolo sulla rivista Lazio Ieri e Oggi, gennaio 2015, e alcuni da aggiungere: “Stato di Sabina” di Pio di Savoia con Torricella e Ginestra nella Galleria delle vedute del castello di Spezzano, in provincia di Modena.
fig. 4 – Alcuni dei relatori intervenuti al Convegno
Nel mio intervento, il doveroso e stimato ricordo dell’arch. Fabio Tiziano Falgari Zeni Buchicchio, studioso e ispettore onorario per i beni culturali della provincia di Viterbo, che ci ha lasciato nel 2021, cui si deve la scoperta dell’affresco durante lavori di manutenzione e che, con l’altro amico il dr. Mario Sciarra, studioso onorario della Tuscia, ha sostenuto ogni iniziativa per la sua restituzione.
fig. 5 – Documento del 1576 su questioni di confine tra Colle di Tora e Poggio Moiano
Dalle ricerche dell’arch. Buchicchio proviene il documento del marzo 1576, qui pubblicato, riguardante questioni di confini tra Colle di Tora e Poggio Moiano e loro Castri Diruti, atto stilato nel palazzo Domini Vicini (Vicino Orsini), costituitosi nel detto atto quale Domicellus Romanus Castri Collis Parvi dominus et patronus. E così Colle di Tora, già Collepiccolo, si presenta anche nella sua veste curiale di Collis Parvus. Del perché fu nominato Collepiccolo poco si sa con certezza. Si può tuttavia senz’altro affermare che, dopo questa iniziativa di così vasto e colto respiro, Colle di Tora si pone come motore attivo di rigenerazione culturale nel significato odierno, anche per le altre analoghe iniziative in campo archeologico e di ricerca storico sociologica per l’area turanense, e con la biblioteca comunale orientata alla storia locale. Merito va al comitato organizzatore del comune di Colle di Tora: Valeria Federici, Letizia Silvestri, Tiziana Pandolfi e, sine qua non, l’assessore alla cultura Mario De Santis.
fig. 6 – Locandina del Convegno di Colle di Tora
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