Ma Roberto Messina non finisce qui. Nel ricordo del Sindaco Cicchetti e dell’Assessore alla cultura Formichetti, apparso dopo la sua scomparsa nell’ottobre del 2019, di lui si legge “raffinato uomo di cultura, impegnato per molti anni nella gestione della Biblioteca Comunale, ha contribuito con le sue pubblicazioni a far conoscere il prezioso patrimonio custodito nel nostro territorio“. Con la stessa cura, passione e alta professionalità, infatti, ha svolto appieno, accanto ai gravosi compiti organizzativi e gestionali, la primaria funzione di valorizzazione del patrimonio librario che vanta la biblioteca Paroniana (istituita nel 1862), per far conoscere anche la storia e l’arte del territorio reatino. Della numerosa produzione pubblicata al riguardo, per citarne alcune, ovviamente “La Biblioteca Paroniana di Rieti”, “il Teatro Flavio Vespasiano”, “Bibliotheca Geographica”, “Affreschi nelle chiese della provincia di Rieti” e “Iconografia di Angelo Maria Ricci: architettura, scultura, pittura e grafica”. Numerosi gli studi e ricerche ancora in corso al momento della sua scomparsa, per quanto a me noto aveva appena terminato un lavoro iniziato da tempo a cui teneva molto e di cui mi aveva consegnato uno scritto anticipatorio “L’angelo di Thorvaldsen a Rieti” che nacque, come lo stesso Messina scrive nell’inedito, quando stava redigendo il citato “Iconografia di Angelo Maria Ricci: architettura, scultura, pittura e grafica” occupandosi anche del bassorilievo di Bertel Thorvaldsen, “che si trovava e ancora si trova nella chiesa sconsacrata di S. Giornale a Rieti”. Ovviamente il lavoro riguarda anche i rapporti col Canova di cui studia e confronta i vari angeli che anche il Thorvaldsen scolpì nei vari significati e denominazioni. Purtroppo la prematura, disgraziata scomparsa, gli impedì di curarne la pubblicazione mancando l’importante mostra celebrativa apertasi qualche mese dopo che per la prima volta metteva di fronte i due grandi artisti considerati i padri della scultura moderna. Concluderei ricordando una sua opera “Ombra mai fu… Paesaggio Ideale – Arcadia – Locus Amoenus” (Rieti 2012), con citazioni ristoratrici e beneauguranti come si usa in Arcadia e belle foto di paesaggi dove ben sarebbe figurato qualche seppur malinconico acquarello di Maxsimilian A. Voloshin.
Ciao Roberto.
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