Tutti conoscono i quattro santuari reatini di Poggio Bustone, Fonte Colombo, Greccio e La Foresta, dedicati al culto religioso del San Francesco.
Ma non sono molti a sapere che Rieti ha anche un quinto santuario, immenso e bellissimo: il suo impareggiabile cielo, dedicato al culto laico del volo a vela.
E’ un segreto che i piloti di aliante, parapendio e deltaplano, di ogni parte del mondo, conoscono bene e custodiscono con cura.
Baciato in estate dalle brezze marine che, scorrendo dal Tirreno e dall’Adriatico, si incontrano al centro della valle reatina creando lunghissime e magiche linee di energia sulle quali i piloti corrono veloci.
Sferzato d’inverno dalla tramontana che scende dal Terminillo e genera, con le giuste condizioni, immense e potenti onde invisibili di vento, su cui gli alianti scivolano come tavole da surf arrivando a sfiorare le lunghe e affusolate nubi di ghiaccio regine delle altissime quote.
Dolcemente spinto dal vento che carezza i fianchi delle montagne e delle colline e sostiene le ali di chi osa avvicinare le ali o le vele alle rocce, agli alberi, alla neve.
Animato da generose correnti di aria scaldata dal sole che, come gocce a rovescio, si staccano dalla pianura, dai bordi dei boschi, dai costoni montani, dalle rive dei laghi, dalle case e dai capannoni industriali, e salgono verso l’alto, sorreggendo benigne le ali bianche o le vele colorate, portandole a toccare le nuvole che drappeggiano l’azzurro, in compagnia di rondini, falchetti, aquile e grifoni.
Questo, e molto altro ancora, è il cielo di Rieti.
E’ il trampolino di lancio dal quale i più bravi sanno partire e andare lontano, sorvolando, persino per mille chilometri senza l’aiuto di un motore, le terre e le storie del Lazio, dell’Abruzzo, delle Marche, della Toscana, del Molise, della Campania, della Basilicata, della Puglia.
E’ il terreno di gare vertiginose e audaci che, ogni anno ad agosto, grazie all’Aero Club di Rieti, portano piloti e campioni di tutto il mondo decollare dall’aeroporto Ciuffelli per sfidarsi a chi vola più veloce.
E’ un tesoro del quale un campione mi ha detto: “Ho volato in tutto il mondo, Australia, Spagna, Alpi, Germania, Argentina, Sud Africa. Ma quello di Rieti è unico e speciale, perché contiene tutti gli altri cieli”.
Visitare il quinto santuario è facile, basta chiedere all’AeroClub. Ci sarà sempre un pilota felice di farvi da guida e di aprirvi le porte dell’inimitabile cielo di Rieti.
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