Restauri in corso: Oratorio di San Pietro martire e Palazzo Orsini di Bomarzo
A cura di Maurizio Marchetti
Restauri in corso - fig. 1 - locandina per l'apertura straordinaria dell'Oratorio di San Pietro Martire

fig. 1 – Locandina per l’apertura straordinaria dell’Oratorio di San Pietro Martire

Iniziativa di successo ed in linea con i programmi dell’Assessorato alla Cultura di Rieti, partecipare e condividere il patrimonio artistico reatino. Venerdì 31 ottobre 2025 vi è stata un’apertura straordinaria dell’Oratorio di San Pietro Martire che ha consentito in turni preordinati la visita guidata di scolaresche e di numeroso pubblico per ammirare il Giudizio Universale, il capolavoro dei fratelli Torresani (1552-1554).

Fondamentali sono state la presentazione e le spiegazioni dei restauratori della società Studio Tre Tecnologia e Restauro di Arezzo che, accompagnando gli intervenuti sui ponteggi, in sicurezza, hanno illustrato con chiarezza professionale le tecniche di intervento e i risultati salienti dei loro interventi. L’iniziativa si è svolta con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la Provincia di Rieti, con la Scuola Interforze per la Difesa NBC. Puntuali e interessanti, poi, sono state le informazioni fornite dallo storico dell’arte del Ministero della Cultura Giuseppe Cassio, che coordina e dirige i lavori di restauro.

Presente anche l’Assessore alla Cultura di Rieti Letizia Rosati, che porta avanti con impegno e successo le numerose iniziative avvicinandosi l’anno della cultura 2026, dal Ver Sacrum alla storia dei Sabini, al francescanesimo e, appunto, la restituzione alla città di beni storici. Sul sito Amici di Rieti verranno dovutamente narrate la vicenda delle opere dei Torresani e alla fine dei restauri sicuramente non mancheranno le penne che ne daranno conto.

Altro restauro in corso ci porta al palazzo Orsini di Bomarzo e al recupero, in via di ultimazione, di affreschi riguardanti i feudi degli Orsini in Sabina, tra cui Collepiccolo, oggi Colle di Tora, risalenti alla fine del XVI secolo, che quindi costituiscono la più antica rappresentazione castellana nota della Sabina, coeva degli affreschi dei Torresani, attribuita al pittore viterbese Orazio Bernardo di Domenico, pittore dei Baglioni.

La particolarità  di questi affreschi, di cui più  volte si è  trattato in precedenti articoli su questo sito, consiste nella loro scoperta casuale, essendo emersi da sotto l’intonaco durante lavori di restauro del palazzo, in particolare con la scritta “COLLEPIC”, che lo studioso architetto Fabiano Fagliari Zeni Buchicchio, stimato autore di numerose ricerche di storia locale riguardanti anche palazzo Orsini (su cui condusse un’importante ricerca, pubblicata nell’ambito della Biblioteca Hertziana), collegò all’odierna Colle di Tora.

Ne seguì nel marzo 2014 un convegno organizzato dal Comune di Colle di Tora, con la partecipazione del Comune di Bomarzo e l’intervento di autorità e studiosi, dal titolo “Collepiccolo tra Arte e Storia”, con l’intervento anche dell’architetto Buchicchio, che ci ha lasciato nel 2021. Della scoperta dei citati affreschi ne dava notizia anche Roberto Lorenzetti nel suo ponderoso “Imago Sabinae”, Archivio di Stato di Rieti, il Formichiere, 2021, citando “Aroldo e Nicola Marchetti, Storia di un affresco del XVI secolo. Colle di Tora e gli Orsini di Bomarzo”, in Lazio Ieri e Oggi, n.1, 2015.

Restauri in corso - fig. 2 - apertura del cantiere dell'Oratorio di San Pietro Martire del 31 ottobre con l'Assessore Letizia Rosati

fig. 2 – Apertura del cantiere dell’Oratorio di San Pietro Martire del 31 ottobre con l’Assessore Letizia Rosati

Gli affreschi furono ricoperti dalla ditta a ultimazione lavori e se ne perse traccia, cambiando le consiliature di Bomarzo. Solo recentemente, grazie alle foto scattate dall’arch. Buchicchio al momento della sua scoperta, è stato possibile confermarne l’esistenza e individuare il luogo interessato, un po’ decentrato nella complessa struttura del palazzo.

Con il fondamentale intervento della dr.ssa Luisa Caporossi, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, pure lei distinta conoscitrice della locale storia orsina con contributi anche nelle celebrazioni, avvenute nel 2023, dei 500 anni dalla nascita di Vicino Orsini, ideatore del Sacro Bosco, si è  potuto procedere al recupero e restauro degli affreschi occupanti un’intera sala, in via di ultimazione, ma già ricchi di inedite vedute di borghi feudali sabini, che saranno oggetto di un convegno organizzato dal Comune di Colle di Tora, relatore ospite la citata dr.ssa Luisa Caporossi, dal titolo “Tra Bomarzo e il Turano: Percorsi Ritrovati” come da documento pubblicato sul sito del Comune di Colle di Tora.

Restauri in corso - fig. 3 - copertina della rivista Lazio ieri e oggi con articolo sugli affreschi rinvenuti a Bomarzo

fig. 3 – Copertina della rivista Lazio ieri e oggi con articolo sugli affreschi rinvenuti a Bomarzo

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