fig. 1 – Locandina dell’evento
Il Reate Festival 2025 (XVII edizione), con la nuova presidenza di Claudia Cattani, si è concluso il primo dicembre con un successo superiore agli auspici. Il Festival si è svolto, oltre che nelle prestigiose sedi tradizionali reatine (Teatro Vespasiano e Chiesa di S. Giorgio), anche a Roma presso la Basilica di S. Cecilia, l’Accademia Nazionale di San Luca e il Goethe-Institut.
Tra le tante iniziative da segnalare “la partenza inaspettata” di Antonio Salieri nel bicentenario della sua morte, ma anche gli eventi dedicati ai 150 anni dalla nascita di Maurice Ravel, ricordato con un ciclo di concerti. Segnaliamo al riguardo, per presenza, che il 28 novembre, alle 11, per la prima volta presso la prestigiosa sede dell’Accademia Nazionale di S. Luca si è tenuto un concerto pianoforte a quattro mani, con le bravissime Claudia Scatena e Lucia Paradiso che hanno eseguito di Ravel “Ma mère l’oye”, voce recitante Alessandro Paradiso.
Accolti dalla Vice Segretaria Generale dell’Accademia, la storica dell’arte Carolina Brook, e con il saluto della dr.ssa Claudia Cattani, presidente della Fondazione Teatro Vespasiano di Rieti, hanno presenziato all’evento, con il più partecipato interesse, anche 41 studenti con tre insegnanti del liceo Musicale Istituto Istruzione Superiore “Elena Principessa di Napoli” di Rieti.
Un evento certamente qualificante del programma del Reate Festival 2025 e un ulteriore segno di attenzione ai giovani, arricchito dalla “lectio magistralis” delle due pianiste che, dopo la pregiata esecuzione concertistica, hanno consegnato agli studenti una accurata descrizione tecnico emozionale della complessità di esecuzione di un pezzo scritto per essere suonato da due pianisti contemporaneamente su uno stesso pianoforte. La professoressa Brook ha poi arricchito il post concerto con una visita delle collezioni dell’Accademia che vanta una storia importante e risalente. È, infatti, una delle più antiche istituzioni culturali del mondo, istituita nel 1577 da Papa Gregorio XIII e ubicata originariamente nella chiesa dei Santi Luca e Martina al Foro Romano.
fig. 2 – Prof. Carolina Brook e Dott.ssa Claudia Cattani
San Luca, il Santo pittore secondo la tradizione cristiana, dipinse la prima icona della Madonna col bambino da cui trassero ispirazione le icone successive, ragione per cui è diventato il Santo protettore degli artisti e, in particolare, dei pittori. Parlante è il simbolo dell’Accademia “Aequa potestas”, con pari dignità alle tre arti: pittura (pennello), scultura (stecca) e architettura (campana) sormontati da tre corone d’ alloro.
Evidentemente, altresì, è un evento musicale che trova accoglienza e complementarità, anche secondo le linee programmatiche del Festival orientato alla “creazione di un legame sempre più stretto tra pittura e musica”. Questa scelta del Reate Festival di concerti a Palazzo Carpegna alla Stamperia (fontana di Trevi), attuale sede dell’Accademia, porta a ricordare quanto i Sabini in età moderna siano stati importanti presenze nella cultura di allora in ampio senso.
Ci riferiamo al Collegio dei Sabini, di cui abbiamo trattato in precedenti articoli cui rinviamo e citiamo, istituito dal Patriziato Sabino all’inizio dell’800 per l’istruzione degli studenti sabini che numerosi lo frequentarono con i migliori risultati nel corso del secolo. Il prestigio e la considerazione del Collegio fu tale che divenne anche celebre per le Accademie che vi si tennero in particolare nella ricorrenza del Natale di Roma il 21 aprile. Per tutti citiamo il Moroni: “Si festeggia questo natalizio giorno, coll’intervento della guardia svizzera, del patriziato romano e sabino e di ragguardevoli personaggi.
L’accademia ha luogo di notte con decorosa illuminazione, ordinariamente per due sere: nella prima colla lettura di analoga prosa e poetici componimenti alternati da sinfonie; talvolta nella seconda con prosa, poesie e concerti musicali, e in qualche anno in vece con cantata accompagnata da musicali strumenti, egualmente relativa alla solennità.” (Gaetano Moroni, Dizionario di Erudizione Ecclesiastica volume XLVII, p. 56).
fig. 3 – Studenti al concerto all’Accademia di San Luca
Nel Diario di Roma n. 32 del 1825 se ne legge l’inizio: “Ricorrendo la sera di giovedì 21 aprile il Natale di Roma, ossia l’anno 2574 dell’edificazione di questa metropoli … gli Studenti dell’Accademia e del Collegio di Sabina, nazione ben nota per l’unione con Roma, hanno creduto di celebrare in quest’anno, e così in ogni anno avvenire, la memoria di giorno così glorioso con orazione e componimenti poetici”.
Gli oratori del giorno inaugurale evidenziano già un solido radicamento nel tessuto culturale romano saldato col contesto Sabino. La prolusione fu pronunciata dal Patrizio Sabino Antonio Bucciolotti e, a seguire, “onorarono dei loro componimenti il sig. Ab. D. Loreto Santucci Sabino, attuale Custode Generale d’Arcadia e altri Arcadi Sabini e non, varie alte personalità di rilievo; presenziarono e applaudirono i molti presenti, alta nobiltà, vari Prelati, Cavalieri e Cittadini. Il successo e la fama erano assicurati per i futuri Natali di Roma … dipanano negli anni una esaltazione continua della sabinità nei vari aspetti, unica e irripetibile”.
Il palazzo vanvitelliano che fu sede del Collegio dei Sabini, simbolo della Sabina rinata in Roma, dismesso a fine Ottocento, fu demolito nel 1913 per interventi urbanistici nell’area di piazza Colonna. Rimane in loco la targa di una corta strada che vagamente lo ricorda: “Via dei Sabini”. Oggi si affaccia il sabino Reate Festival.
fig. 4 – Palazzo dei Sabini demolito nel 1913. Sul portone la sigla SPQS
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