Storia e leggenda, cronaca e tradizioni sono per Rieti intimamente connesse al Velino, fin da quando il fiume si chiamava Avens ed era l’immissario di un vasto lago su cui affacciavano i villaggi rivieraschi popolati dai prischi Sabini.
Lo stesso nome della divinità eponima Rea, confondendosi con quello di Rea Silvia madre di Romolo fondatore di Roma, evoca in realtà il fiume dalle acque gelide ed impetuose che ruit in silvis, scorre tra i folti boschi che ne rivestivano le sponde.
La Reate delle origini non è che un vicus arroccato sulla piattaforma calcarea dell’arx che svetta sul livello delle acque del lacus Velinus bonificato in età repubblicana.
Dal III al I sec. a.C., infatti, Reate fu costituita come praefectura.
A questo arco di tempo risalgono gli importanti interventi di urbanizzazione destinati ad orientare lo sviluppo delle epoche a venire.
La città di Reate fu ben presto collegata a Roma mediante una via strata, insolitamente denominata non dal nome del console emergete ma dalla funzione di interesse economico e strategico a cui era destinata.
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