Si avvicina la 13ª edizione del Premio Letterario Città di Rieti – Centro d’Italia, uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio. La segreteria del Premio annuncia con soddisfazione un dato che testimonia la partecipazione crescente: sono 136 i giurati popolari chiamati a valutare i cinque libri finalisti, mentre nei prossimi giorni sarà definita anche la classe scolastica che prenderà parte agli incontri presso la Casa circondariale di Rieti.
I finalisti dell’edizione 2026 rappresentano una selezione ampia e diversificata: Paolo Malaguti con Fumana (Einaudi), Livio Galla con Il canto dei telai (Mondadori), Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), Piergiorgio Pulixi con L’uomo dagli occhi tristi (Rizzoli) e Concita De Gregorio con Di madre in figlia (Feltrinelli). Un ventaglio di generi, temi e linguaggi che riflette la volontà del Premio di raccontare la complessità del presente e la ricchezza della narrativa italiana.
Gli incontri con gli autori seguiranno un calendario articolato: dopo il debutto del 12 dicembre, si prosegue il 6 febbraio, 13 marzo, 17 aprile e 15 maggio. Ogni scrittore sarà protagonista di due appuntamenti nella stessa giornata: al mattino con gli studenti presso la Casa circondariale, al pomeriggio con la cittadinanza alla Biblioteca Paroniana. La serata finale, con la proclamazione del vincitore, è fissata per l’11 settembre 2026.
Sul valore culturale di questa edizione abbiamo parlato con l’assessore alla Cultura Letizia Rosati, che definisce il 2026 “un’edizione di ripartenza”:
«È un vero valore aggiunto per il territorio: abbiamo autori di grande spessore e testi scelti per il loro contenuto, mai per logiche commerciali. Quest’anno – spiega – abbiamo voluto coprire molte sensibilità diverse: un giallo per stimolare arguzia e curiosità; un diario introspettivo per invitare all’approfondimento personale; un romanzo storico legato all’avventura della Lanerossi; un testo ambientato in Sardegna ricco di atmosfera; e Lo sbilico che affronta un tema attuale e prezioso per avvicinare i giovani a nuove consapevolezze».
Una delle principali novità riguarda proprio il coinvolgimento delle scuole: «Siamo passati da cinque a dieci classi: ogni libro sarà letto da due gruppi. È stato un investimento significativo, ma necessario per rispondere alla sfida dei giovani e della lettura, ampliando il più possibile il pubblico».
Letizia Rosati sottolinea anche la forte risposta della cittadinanza: «La giuria popolare ha raggiunto quota 136 partecipanti, un numero importante per Rieti». E annuncia un appuntamento speciale: «A febbraio ospiteremo al teatro una personalità di fama nazionale, un autore di assoluto rilievo».
Guardando al futuro, l’assessore conferma che le ambizioni non mancano, ma il focus è ora sulla ripartenza: «Le premesse sono ottime e l’interesse è grande. Continuiamo a mantenere esperienze ad alto valore sociale, come gli incontri in carcere: per molti detenuti il libro è davvero l’unico modo per “uscire” dalle mura».
Un Premio che cresce, dunque, e che punta a rinnovare il rapporto tra lettura, comunità e territorio, rafforzando la sua vocazione culturale e civile.
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