Paganico
Arrampicandosi dalle rive del lago Turano a 720 metri di altezza dopo una curva e l’altra si giunge al borgo di Paganico Sabino. Questo meraviglioso paese della Valle del Turano come riportato su di un podio della tomba funeraria Pietra Scritta rinvenuta nella contrada di Marcetelli testimonia fosse un luogo abitato dagli antichi romani.
La derivazione del nome Paganico ha differenti ipotesi, la prima è “paganus” cioè appartenente al “pagus” il territorio rurale o “paganicus” che significa del villaggio, della campagna. La seconda possibilità è la derivazione dal termine “paganicum” con la quale venivano appellate le zone ricche di rovine romane. Inoltre un’altra visione potrebbe essere la relazione con i Saraceni che venivano considerati i pagani per eccellenza e che nel X secolo assediarono la città.
Nel 852 appare il nome sul Regesto Farfense come appartenenza dell’Abbazia di Farfa. Successivamente divenne feudo del baronato di Collalto. Fino a metà del ‘900 Paganico era considerato un importante centro commerciale per la sua posizione strategica tra il Cicolano ed il territorio sabino. Da Marcetelli venivano esportati tini, bigonci e botti volti alla viticoltura tipica del luogo, prima che la costruzione artificiale del lago cambiasse il clima del territorio. Inoltre dalla zona di Ovito proveniva il carbone.
La Chiesa di San Nicola con il suo campanile sovrasta il centro abitato del borgo e le prime notizie di essa risalgono al 1398.
Collalto
Costituito nel X secolo Collalto deve il suo nome dall’omonimo colle e dalla baronia che dominò il suo territorio.
Nasce nel periodo degli assalti saraceni in cui la popolazione della valle del Turano si rifugiò sulle alture in prossimità della torre d’avvistamento che diverrà il maschio del Castello.
Nel 1297 Carlo D’Angiò cede il territorio dal Sacro Impero Romano alla Curia Pontificia. Il borgo è un territorio sotto la baronia tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli. Nel 1641 il feudatario Federico Soderini cede il castello a Francesco Barberini che lo trasforma nella sua sede estiva. Nel 1861 il paese viene assaltato da borbonici e popolani. Questa posizione di confine e la decisione di aderire al Regno d’Italia lo rende un luogo dove si subiscono gli attacchi del brigantaggio.
Il borgo incanta con il suo castello baronale e le sue torri, collegato al palazzo baronale. Altri luoghi da non perdere sono piazza della Podesteria, il palazzo Latini (XIII-XVII sec.)chiesa parrocchiale di Santa Lucia, risalente all’XI secolo.
Nespolo
Immerso nella natura tra il Monte Cervia ed il Monte Navarra sorge Nespolo un delizioso borgo medievale. Le prime notizie storiche risalgono al 1024 in un documento appartenente all’Abbazia di Farfa.
Nasce dall’unione in periodo dell’incastellamento medievale di differenti casali sparsi tra i quali Serrone, Castello e San Bernardo per una questione difensiva.
Tra XI e XIII secolo il controllo del paese venne preso dal baronato di Collalto mentre fino al 1252 San Sebastiano fece parte dell’Abbazia di Farfa.
Il territorio subì differenti periodi a seguire prima sotto il controllo della baronia dei conti Marsi fino al XVI secolo. Con i Savelli per poi passare allo Stato Pontificio. Gli ultimi signori di Nespolo furono i Barberini.
La chiesa di San Sebastiano martire risale al XIII secolo ha avuto un ruolo importante a livello storico e sociale per il paese.
Collegiove
Collegiove ha origini molto antiche le sue origini sembrano risalire alla dominazione romana. Il primo nucleo pare sorgesso ove si trovava un tempio romano dedicato a Giove Rotondo una divinità pagana dal quale potrebbe provenire il nome.
Durante l’insediamento la popolazione non era accentrata ma dal XII ed il XIII secolo con l’espansione della signoria di Collalto i nuovi signori abbiano concentrato la popolazione in un centro fortificato.
Nel 1252 “Colle Iovis” comparve nel registro delle chiese della diocesi di Rieti.
La sua natura e la fauna sono le protagoniste di questo luogo ideale per gli escursionisti.
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