Nasce a Rieti la prima edizione del Festival dei Popoli Italici
A cura di Claudia Cattani

Sabato 11 aprile il Museo Civico di Rieti ha ospitato la presentazione ufficiale della prima edizione del Festival dei Popoli Italici. 

Le sale in cui si respirano millenni di storia della sabina si rivelano la cornice più simbolica che questo festival potesse considerare per il primo appuntamento di un evento nazionale di primo piano.

I numerosi ospiti con gli applausi frequenti hanno scandito questo significativo momento. 

A condurre la presentazione Federico Fioravanti, ideatore e direttore del Festival, affiancato dal sindaco Daniele Sinibaldi, dall’assessore alla Cultura Letizia Rosati, dal presidente della Fondazione Varrone Mauro Trilli e dalla professoressa Francesca Lezzi, che ha sottolineato il valore del Festival come strumento di trasmissione della memoria storica nelle scuole. L’università ha auspicato un proprio coinvolgimento nelle prossime edizioni. Il consenso è stato unanime: questa è la più importante iniziativa mai dedicata alla Sabina. La rivista Archeo, sostiene ufficialmente la manifestazione ed attualmente è in edicola con un numero che la riguarda.

Il Festival dei Popoli Italici si terrà  l’8, 9 e 10 maggio 2026, al Museo Archeologico e al Teatro Flavio Vespasiano. Il tema è “La Primavera Sacra”: lezioni di storia gratuite per il grande pubblico, una mostra, spettacoli, laboratori didattici e una fiera del libro aperta tutti e tre i giorni.

Il programma intenso si avvale di storici e studiosi di altissimo livello come Filippo Coarelli, Stefano Mancuso, Adriano La Regina, Simone Nardelli, Roberto Marinelli e molti altri. 

La scelta di Rieti non è casuale. Non solo è geograficamente il centro dell’Italia ma a pochi chilometri nell’area di Cotilia, sorgeva il santuario federale dei Sabini che le fonti classiche ricordano come Umbilicus Italiae. Qui si celebrava il Ver Sacrum, ovvero la “Primavera Sacra”: a seguito dei periodi di carestia o calamità, i giovani che nascevano venivano consacrati al dio Marte per poi partire verso l’ignoto con il capo velato, guidati da un animale sacro: un picchio, un toro, un lupo. Da queste migrazioni rituali nacquero i popoli dell’Italia antica: i Piceni, i Sanniti, gli Irpini e tante altre genti. Da loro sorse la cultura italica, e da quella cultura poi fiorì Roma.

Il Festival è organizzato dall’associazione Arché APS con il sostegno della Fondazione Varrone e il finanziamento del Piano Complementare Next Appennino. 

Tutti i dettagli e il programma completo su festivalpopolitalici.it.

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