L’Oratorio di San Pietro Martire restituito alla città: torna a splendere il capolavoro dei Torresani
Con l’inaugurazione dello scorso 12 giugno, Rieti ha ritrovato uno dei suoi tesori più preziosi e meno conosciuti. L’Oratorio di San Pietro Martire, affacciato su Piazza Beata Colomba e custodito all’interno dell’area della Caserma Verdirosi, torna infatti al centro della vita culturale cittadina grazie al completamento di un importante intervento di restauro che ha restituito leggibilità e valore al magnifico ciclo pittorico del “Giudizio Universale” realizzato tra il 1552 e il 1554 dai fratelli Lorenzo e Bartolomeo Torresani.
Alla presentazione ufficiale dei lavori hanno preso parte tra gli altri il sindaco Daniele Sinibaldi, l’assessore alla cultura Letizia Rosati, il Comandante della Scuola Interforze per la Difesa NBC, generale Giorgio Guariglia, il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti Lisa Lambusier, il Rup del progetto Giuseppe Cassio e i rappresentanti della società incaricata del restauro. Un momento che ha segnato la conclusione di un percorso avviato nei mesi scorsi e che rappresenta un passaggio significativo nella strategia di valorizzazione del patrimonio storico-artistico della città.
L’intervento conservativo, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso i fondi dell’otto per mille Irpef per oltre 515 mila euro, ha interessato il grande ciclo di affreschi che costituisce il cuore artistico dell’oratorio. Un’opera di straordinario interesse che testimonia la diffusione a Rieti delle suggestioni del pieno Rinascimento italiano, in un dialogo ideale con i grandi modelli del tempo, dal Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina agli affreschi di Luca Signorelli nel Duomo di Orvieto.
Il recupero dell’oratorio è il risultato di una collaborazione istituzionale che ha visto lavorare fianco a fianco Comune di Rieti, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e Scuola Interforze per la Difesa NBC. Una sinergia che ha consentito non solo l’avvio del cantiere, ma anche una nuova riflessione sul futuro utilizzo del complesso.
Già nei mesi precedenti all’apertura del cantiere, l’interesse suscitato dall’oratorio era emerso chiaramente durante le visite straordinarie organizzate a marzo, che avevano permesso ai cittadini di riscoprire uno spazio normalmente non accessibile. In quelle occasioni era stata raccontata anche la complessa vicenda storica degli affreschi, dalla loro realizzazione cinquecentesca fino al restauro del 1907 grazie all’opera di Giuseppe Colarieti Tosti, figura determinante per la salvaguardia di questo patrimonio.
Oggi quel percorso di recupero trova una nuova tappa. Il restauro non rappresenta infatti un punto di arrivo, ma l’inizio di una fase di valorizzazione destinata a inserire stabilmente l’Oratorio di San Pietro Martire nei percorsi culturali cittadini. Il sito sarà infatti uno dei luoghi centrali del progetto del “Museo Diffuso” promosso dal Comune di Rieti.
La restituzione dell’oratorio alla comunità assume inoltre un significato particolare nel 2026, anno in cui il territorio reatino è coinvolto nelle iniziative collegate a L’Aquila Capitale Italiana della Cultura. In questo contesto, il recupero di uno dei più importanti cicli pittorici del Rinascimento nel territorio reatino rappresenta non soltanto un intervento di conservazione, ma un investimento culturale sul futuro della città.
Per molti anni nascosto e poco conosciuto, il “Giudizio Universale” dei Torresani può ora tornare a essere ammirato nella sua complessità e nella sua forza espressiva. Un patrimonio ritrovato che racconta la storia artistica di Rieti e che, grazie al restauro appena concluso, si prepara finalmente a essere condiviso con un pubblico sempre più ampio.
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