L’antica Sabina preromana, che si estendeva per larga parte dell’Italia mediana appenninica, era per antonomasia la terra di un popolo pio, profondamente religioso, aduso ad onorare e venerare gli dei del suo primitivo Olimpo: i numi tutelari della natura, della vita e delle attività dell’uomo, i tradizionali, arcaici custodi e testimoni di concezioni intimamente legate alla vita semplice ed onesta, orientata a valori saldi, praticata da una serie innumerevole di generazioni.
Secondo la tradizione, i Sabini dettero a Roma il senso del sacro, inteso come duplice legame, religio, appunto, con il divino e con l’umano: da ciò, la civiltà latina trasse i principi fondanti della religione e del diritto.
In questo senso, vanno interpretati tanto il nome del popolo Sabino, legato all’eponimo eroe e fondatore Sabo, Sanco o Santo, che già Marco Terenzio Varrone spiegava απο του σεβεσται, dal significato del verbo greco “venerare”, quanto lo stesso nome del mitico re Numa Pompilio, successore di Romolo, che dette agli abitanti della città νομοι, ossia le leggi, e πομπαι, ossia i rituali attraverso cui le divinità venivano onorate nella condivisione delle pratiche di culto scrupolosamente compiute dai sacerdoti ed osservate dagli astanti.
I segni del potere. Il pastorale gotico in avorio per i vescovi della diocesi di Rieti
A sottolineare la funzione catechetica e didascalica assolta, la ferula papale ed il pastorale vescovile vengono utilizzati durante la celebrazione...
Porta Conca
Benché sia una delle porte secondarie del tracciato di difesa costruito dopo il 1252, la porta Conche Civitatis Reatine, così definita in un...
La Porta Romana
Nel millenario assetto urbanistico di Rieti, la porta orientale fu ed è indubbiamente il monumento più significativo in relazione alla via strata...


