Lo Schiaccianoci (“The Nutcracker”) è la fiaba danzante natalizia per antonomasia.
Ambientato nella casa del ricco signor Stralhbaun durante una festa che celebra la vigilia di Natale, il balletto è stato rappresentato per la prima volta il 18 dicembre 1892 presso il teatro Mariinskij di San Pietroburgo, con la coreografia di Lev Ivanov e le musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Dopo la prima produzione russa furono create diverse versioni, tra cui la più particolare quella di George Balanchine (1954), rappresentata dal New York City Ballet. Il debutto europeo avvenne nel 1934 a Londra e l’esordio italiano nel 1938 presso il Teatro alla Scala di Milano con interpreti prestigiosi dell’epoca (Olga Amati, Nives Poli e Pierluigi Marzoni).
La trama deriva dal racconto “Lo schiaccianoci e il re dei topi” di Amadeus Hoffmann (1815), nella versione edulcorata e dai toni più vicini alla favola romantica di Alexandre Dumas padre, “Storia di uno schiaccianoci” (1845), adattata poi in forma di libretto da di Marius Petipa.
Il vecchio Drosselmeyer, lo zio dei figli del signor Stralhbaun Clara e Fritz, intrattiene gli ospiti e i loro bambini con giochi di prestigio, nonostante all’inizio incuta paura ai più piccoli. A Clara, sua nipote prediletta, regala uno schiaccianoci con le fattezze di soldatino, ma Fritz lo rompe per dispetto. Drosselmeyer quindi lo ripara per la gioia della bambina. Dopo giochi e danze con gli altri parenti e amici, Clara, entusiasta della serata ma esausta, si addormenta e sogna. È mezzanotte, e tutto intorno a lei inizia a prendere vita: la sala, l’albero di Natale, i giocattoli e soprattutto una miriade di topi che cercano di rubarle lo schiaccianoci. Lo schiaccianoci si anima e partecipa alla battaglia con i soldatini di Fritz; Clara, per salvarlo, prende la sua scarpetta e la lancia addosso al Re Topo, distraendolo; lo schiaccianoci riesce a colpirlo uccidendolo. Clara entra in una foresta innevata con lo splendido principe in cui nel frattempo si è trasformato lo schiaccianoci. Il famosissimo Valzer dei fiocchi di neve chiude il primo atto.
Nel secondo atto, i due giovani intraprendono un viaggio nel regno dei dolciumi, dove al palazzo reale li ricevono la Fata Confetto e il principe Coqueluche, che presentano loro la corte del castello. Durante una festa organizzata dalla Fata in onore della fanciulla, tutti gli abitanti del palazzo si esibiscono in una serie di danze che compongono il divertissement più conosciuto tra le musiche di Čajkovskij (la cioccolata – danza spagnola; il caffè – danza araba; il thè – danza cinese; i bastoncini di zucchero – danza russa; i pastorelli di marzapane – danza degli zufoli; Mamma Cicogna e i Pulcinella) e culminano nel celeberrimo Valzer dei Fiori.
Tra queste danze spiccano in modo particolare il pas de deux della Fata Confetto con il Principe Coqueluche e la seconda variazione “danza della Fata Confetto”.
Nelle versioni più famose del libretto, il balletto si conclude con il risveglio di Clara accanto allo schiaccianoci-giocattolo e con una sua danza in ricordo delle fantastiche avventure vissute in sogno.
Come accade nel periodo natalizio in tutti i teatri del mondo, Lo Schiaccianoci sarà rappresentato anche a Rieti presso il Teatro Flavio Vespasiano, il prossimo 22 dicembre, dalla scuola Asd-Cygni Arades Centrodanza (Facebook).
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