Una delle icone cittadine è senz’altro la cinta muraria medievale che oggi si può ammirare in tutta la sua bellezza percorrendo i viali che la circondano.
Rieti dopo la conquista romana nel III secolo a.C. venne dotata di mura che cingevano l’antica città sviluppata intorno all’acropoli e solcata dal cardo e dal decumano che dividevano in quadranti l’assetto urbano. Questo assetto cittadino si mantenne fino all’epoca medievale.
In epoca medievale, Rieti vide aumentare notevolmente la sua popolazione, sia per l’esodo della popolazione dalle campagne, non più sicure a causa di attacchi e razzie, pestilenze, la vita dei campi sempre più dura anche a causa di tasse e balzelli dei feudatari, sia per la nascita di nuove attività artigianali, inoltre l’incremento della popolazione venne favorito anche dalla destinazione a sede papale della città, che vide risiedere qui ben 5 pontefici.
I nuovi insediamenti, case, botteghe e persino ospedali e conventi degli ordini mendicanti, si svilupparono oltre le antiche mura romane che spesso vennero inglobate all’interno delle nuove costruzioni. Ancora oggi nel centro storico si possono vedere parti di mura romane nelle facciate dei fabbricati, ed alcune di queste erano proprio le mura di cinta della città.
Per rendere sicure le nuove zone cittadine, vennero edificate nel corso del XII e XIII secolo nuove mura di cinta su quei lati della città che non erano protetti naturalmente dai fiumi, tra i quali il Velino.
Le nuove mura si differenziavano notevolmente da quelle romane, sia per il materiale che per la tecnica costruttiva, non più caratterizzata come in epoca romana da grandi blocchi di pietra di misure regolari e montati con estrema precisione, ma invece realizzate principalmente con murature a sacco in pietra locale, con piccoli massi di forme irregolari legati tra di loro con materiale più fino e malta, secondo nuove tecniche costruttive degli artigiani medievali.
La nuova cinta muraria medievale è maestosa nella sua estensione, e contiene bastioni, torri di avvistamento e porte fortificate, a dimostrazione di come la difesa fosse la priorità assoluta.
Gli accessi alla città in epoca medievale avvenivano attraverso il ponte romano sul Velino lungo l’antica via Salaria, ed attraverso le porte che in parte erano posizionate sugli antichi tragitti: tra queste ancora oggi si notano Porta Romana la prima porta che si incontra provenendo da Roma lungo la via Salaria, Porta Cintia che era l’antica porta Spoletina, Porta d’Arci all’uscita della città sulla via Salaria in direzione l’Aquila ed infine Porta Conca, l’unica della città che ancora conserva l’antico portone in legno originario.
L’iconica cinta muraria è oggi un’attrazione turistica e può essere ammirata anche percorrendo un bel tracciato ciclopedonale che la circonda.
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