Il 13 aprile presso l’Auditorium di Santa Scolastica a Rieti è stato presentato il progetto della Capitale Italiana della Cultura 2026 condiviso tra le due città dell’Aquila e Rieti.
I due territori pur appartenendo a regioni e provincie diverse sono legati da molteplici elementi, quali quello geografico appenninico, quello storico e quello antropologico e condividono le esperienze della ricostruzione successive agli eventi sismici del 2009 e del 2016. Hanno partecipato alla presentazione numerose autorità e sono state rese partecipi dell’iniziativa varie realtà culturali.
L’associazione spontanea Amici di Rieti è stata ufficialmente presente attraverso l’intervento della sua Presidente Claudia Cattani, la quale nel suo discorso ha illustrato i motivi che l’hanno portata a dar vita ad Amici di Rieti. Claudia Cattani è nata a Rieti ma poi, sia per la formazione universitaria che per la sua attività professionale, è sempre vissuta lontano dalla sua città natale, pur mantenendo sempre uno stretto legame affettivo con il suo territorio di origine. Nel suo discorso ha affermato che le bellezze naturali e paesaggistiche , la ricca storia, le tradizioni millenarie, nonché le eccellenze di questi luoghi necessitano di essere conosciuti. Il territorio di questa parte d’Italia è tutto da scoprire. Claudia Cattani insieme ad alcuni amici che condividono l’amore per la città di Rieti e per le aree circostanti e che vivono in altri contesti, sia in Italia che all’estero, ha dato vita all’associazione Amici di Rieti, che senza alcun fine di lucro desidera far conoscere la provincia reatina. E’ stato creato questo sito amicidirieti.it ricco di sezioni di cui molte dedicate alla cultura per vedere e diffondere la conoscenza del territorio reatino, invitando i lettori non solo a leggere gli articoli, ma a farsi promotori della sua diffusione.
Il progetto è ambizioso e come dichiarato dal Sindaco di Rieti Sinibaldi vuole rilanciare l’area vasta dell’Appennino Centrale, il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha sottolineato che per la prima volta due città si mettono insieme per lanciare un grande messaggio: è possibile invertire la tendenza allo spopolamento delle aree interne anche attraverso la cultura. L’assessore alla Cultura del Comune di Rieti Letizia Rosati, che ha collaborato alla creazione del dossier vincitore del bando Capitale della Cultura 2026, ha illustrato i legami storici ed artistici tra l’Aquila e Rieti partendo da quelli religiosi, legati a San Benedetto e San Francesco, a quelli artistici ed a quelli della cultura contemporanea, elencando infine i grandi progetti di Rieti ove si innesterà il calendario degli eventi: la realizzazione del campus universitario nell’ospedale vecchio ed annessa chiesa di San’Antonio Abate, il Museo diffuso nei musei ed immobili comunali che verranno rivitalizzati e restaurati, la Biblioteca Paroniana ed infine il Teatro Flavio Vespasiano con la sua sala di lettura recentemente dichiarato Monumento Nazionale, infine il programma legato alla creazione di spazi per le post produzioni cinematografiche.
Il progetto, diretto dai professori Alessandro Crociata, che è intervenuto a Rieti, e Pierluigi Sacco, è molto innovativo, come si evince anche dal titolo del dossier “L’Aquila città multiverso”, la caratteristica, legata alla contemporaneità, rimanda alla creazione di un modello scalabile applicabile contestualmente a due sistemi urbani simili, l’Aquila e Rieti, che presentano le stesse sfide, disequilibri ed opportunità; ambedue le città hanno radici culturali comuni, similitudini geo-morfologiche, storico-artistiche ed economico-produttive, hanno un gran potenziale di richiamo turistico, una forte tradizione religiosa e stanno sperimentando entrambe la rinascita post-sisma.
I cinque filoni che caratterizzano il percorso per il 2026 saranno: “Multiculturalietà”, “Multidisciplinarietà”, “Multitemporalietà”, “Multiriproducibilità” e “Multinaturalità”. Il programma, oltre a prevedere eventi legati alla maggior conoscenza del territorio aquilano e reatino, si pone l’ambizioso obiettivo di far nascere iniziative anche con il recupero di spazi inutilizzati, attività che restino poi in funzione nel medio-lungo termine. La finalità è quella di poter creare un modello di sviluppo territoriale replicabile in altre zone appenniniche od altre zone soggette a spopolamento, favorendo non solo la conoscenza dei luoghi, l’utilizzo di nuove tecnologie, o la sperimentazione artistica, ma anche un maggior benessere sociale e dei singoli individui.
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La Città Multiverso, una grande avventura per Rieti (youtube.com)
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