La storia di questa ferrovia risale al periodo immediatamente successivo all’Unità d’Italia e vede l’inizio lavori nel 1871 sul versante Abruzzese per poi essere completata nel 1883 collegando il Lazio e l’Umbria. Ad oggi è ancora l’unico collegamento attivo nelle aree interne appenniniche del centro Italia.
Il progetto inziale ottocentesco era molto ambizioso e prevedeva non solo il collegamento transappenninico tra Abruzzo, Lazio ed Umbria ma anche il suo proseguimento fino a Roma, con la possibilità di collegare, attraversando le montagne, il mare Adriatico al mar Tirreno (da Pescara ai lidi romani). Dopo vari progetti, anche grazie al deputato reatino Luigi Solidati Tiburzi, fu scelto quello che prevedeva di passare dal versante adriatico a quello tirrenico attraverso il valico di Sella di Corno, che con i suoi quasi 1.000 metri è tra i punti più alti della rete ferroviaria italiana e quello con la maggior pendenza del 35 per mille.
Il paesaggio che si attraversa, montano quasi per l’intero tragitto e comunque sopra i 600 metri di quota, è ricco di bellezze naturali, quali il parco del Velino Sirente, la Valle dell’Aterno, le gole di San Venanzio e le gole di Antrodoco, le pendici del monte Terminillo, la vallata reatina recentemente inserita nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storci, la cascata delle Marmore quale più alta cascata artificiale del mondo realizzata dai romani nel 271 a.C..
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