Ci sono segni che la storia incide nel paesaggio e radici che la natura intreccia con il tempo. Insieme, costruiscono l’identità profonda di un territorio. Così, sulla cima del Monte Giano, la monumentale scritta “DVX” si impone ancora allo sguardo, con lettere alte quasi 200 metri, scolpite non nella pietra, ma nella trama viva di una pineta.
Nel 2017 un violento incendio colpì la Pineta del Monte Giano danneggiando gravemente il bosco e riducendo la visibilità delle lettere “V” e “X”. Questo episodio fu l’inizio di un grande dibattito sulla possibilità di cancellare definitivamente dal paesaggio naturale questo simbolo storico. Fu in quel momento che CasaPound si mobilitò per ripristinare le sezioni della scritta danneggiate con una nuova piantumazione.
In questo delicato intreccio tra passato e futuro si inserisce lo sguardo del noto architetto e paesaggista Angelo Renna con il suo nuovo progetto The Forest of Love. Un’idea che non mira a cancellare una memoria controversa, ma a trasformarla, arricchendola di nuovi significati attraverso la forza del paesaggio.
Una stratificazione di colori e nuove specie vegetative si sovrappongono a quel vecchio segno accompagnandolo verso una visione rinnovata. L’architetto propone un’opera che più che una provocazione vuole essere tenero di dolcezza e cura del paesaggio.
Rieti e i suoi dintorni sono terre intrise di storia, attraversate nei secoli da culture, visioni e trasformazioni. Luoghi che custodiscono memorie e raccontano storie attraverso ogni piega del paesaggio. Il progetto di Angelo Renna invita a guardare questi scenari con occhi nuovi, riscoprendo la forza del paesaggio come narrazione, come archivio vivente del tempo e ponte tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo diventare.
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