La Memoria del Palazzo Borghese già Orsini a Colle di Tora
Riapparso recentemente tra gli affreschi restaurati del Palazzo Orsini di Bomarzo, riemerge oggi dalle acque del lago del Turano la memoria del Palazzo Borghese, quelle acque che ne sommersero le spoglie negli anni 40 del Novecento con la realizzazione del bacino, e con esse la memoria della nobile residenza, già degli Orsini di Bomarzo i cui ultimi eredi del casato la vendettero ai Borghese nel 1634.
Il Comune di Colle di Tora, fedele alla propria memoria storica, nel convegno del 28 marzo scorso ha condiviso con il Comune di Bomarzo l’evento che ha consentito di affacciarci sulla visuale cinquecentesca dell’allora nominato Collepiccolo, saggiamente coinvolgendo le scolaresche nel percorso storico identitario.
Con la cessione ai Borghese il palazzo ne assunse anche il nome che, nonostante la scomparsa dell’edificio, è tutt’oggi ricordato dall’intitolazione di una piazza centrale. Ma i Borghese, che avevano già rinunciato ai diritti feudali a inizio Ottocento, vendettero quasi tutti i loro feudi tra il 1870 e il 1900, ben prima degli espropri terrieri iniziati negli anni 30 del Novecento finalizzati alla realizzazione del bacino idrico.
L’occasione della mostra fotografica organizzata dalla Casa del Direttore a Colle di Tora, dall’1 al 6 agosto, ha portato alla luce il seguito della storia. Da un’occasionale ricerca presso l’Archivio di Stato di Rieti, catasto di Collepiccolo (1820), è riscontrata la particella n. 1 dei Borghese, saldi nel feudo.
Ma un determinante contributo per la narrazione più recente è emerso dalle ricerche di Pietro Carrozzoni, con il fondamentale “Collepiccolo e la Valle del Turano” (II edizione, 2009), e dal fondo fotografico di Aroldo Marchetti, entrambi cultori appassionati del territorio. In particolare, illuminante la foto della cartolina, qui riprodotta tra le altre provenienti dalle citate fonti, che con 5 scatti ci mostra le ultime glorie del Palazzo, ancora di antica dignità, che ha avuto come ultima nobile missione quella di ospitare e crescere qualche generazione di collepiccolesi, che in gran numero ci guardano nella foto dal 1910, frequentando asilo, elementare, scuola di lavoro … i nostri recenti antenati. Alcuni loro discendenti avranno partecipato al convegno e si saranno scambiati sorrisi.
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