Le chiese più antiche, autentici nuclei di irradiamento della religione cristiana, furono per lo più dedicate al culto di Maria, madre di Dio: la figura della Vergine senza peccato, generatrice del figlio di Dio destinato a redimere il mondo dal peccato ben si prestava a riproporre su un piano più elevato gli elementi di culti orientali e di tradizioni autoctone a cui soprattutto la popolazione rurale era sinceramente legata.
Le prime cattedrali delle Diocesi sabine sono intitolate alla Madonna con il titolo di Madre di Dio, la Deipara, Dei genitrix o Θεοτοκοs nata senza la macchia del peccato originale, la venerata novella Eva, unica capace di contribuire al riscatto dell’umanità dalla colpa di Adamo.
I martyria custodirono invece i corpi santi dei primi seguaci di Cristo, conservandone la memoria ed il nome venerato: divennero presto meta di pellegrinaggio in occasione del dies natalis, frequentati per implorare l’intercessione e la grazia da parte della divinità i cui tratti apparivano ancora remoti alla coscienza collettiva, benché teologicamente stabiliti nei Concili dai Padri della Chiesa.
Il monastero di Sant’Agnese a Rieti
La comunità delle Domenicane di Sant’Agnese a Rieti, che nel 2036 celebrerà gli otto secoli di vita, ha attraversato dolorose vicissitudini ed ha...
Il culto per Santa Barbara nella cattedrale di Rieti
La devozione per la martire paleocristiana Barbara di Nicomedia è viva a Rieti fin dal IX secolo, quando le sue reliquie vi vennero traslate...
Gli stemmi della sala delle udienze del palazzo papale di Rieti
Le fonti storiche concordano nell’attribuire l’evangelizzazione della Sabina interna a San Prosdocimo, seguace dell’apostolo Pietro: la Chiesa...


