Le chiese più antiche, autentici nuclei di irradiamento della religione cristiana, furono per lo più dedicate al culto di Maria, madre di Dio: la figura della Vergine senza peccato, generatrice del figlio di Dio destinato a redimere il mondo dal peccato ben si prestava a riproporre su un piano più elevato gli elementi di culti orientali e di tradizioni autoctone a cui soprattutto la popolazione rurale era sinceramente legata.
Le prime cattedrali delle Diocesi sabine sono intitolate alla Madonna con il titolo di Madre di Dio, la Deipara, Dei genitrix o Θεοτοκοs nata senza la macchia del peccato originale, la venerata novella Eva, unica capace di contribuire al riscatto dell’umanità dalla colpa di Adamo.
I martyria custodirono invece i corpi santi dei primi seguaci di Cristo, conservandone la memoria ed il nome venerato: divennero presto meta di pellegrinaggio in occasione del dies natalis, frequentati per implorare l’intercessione e la grazia da parte della divinità i cui tratti apparivano ancora remoti alla coscienza collettiva, benché teologicamente stabiliti nei Concili dai Padri della Chiesa.
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