Il Teatro dei Giullari nel nome di San Francesco
A cura di Gianfranco Formichetti

Foto 1 – Locandina evento “Ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi”

Tra le iniziative promosse dal Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco, presieduto da Davide Rondoni, risulta particolarmente significativa quella relativa alla Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari, che avrà come sede il teatro Flavio Vespasiano di Rieti

       Il territorio reatino ha avuto un ruolo fondamentale nella vita di San Francesco, come testimoniano i quattro santuari della Valle Santa. La Sua costante presenza nel territorio della provincia di Rieti inizia addirittura nel 1209, quando fa il suo ingresso a Poggio Bustone, augurando un serafico “Buongiorno buona gente”, e si concluderà un anno prima della sua dipartita, con l’operazione agli occhi, devastati dall’infezione, eseguita a Fonte Colombo nel 1225, ad opera di un medico della corte papale di Onorio III, presente in quel periodo a Rieti. Nel novembre di due anni prima si era portato nello stesso eremo per redigere la Regola, che verrà Bullata da papa Onorio III e che ufficializzerà il movimento religioso francescano. Nel freddo inverno di quell’anno dal Sinai francescano si sposterà nel vicino abitato di Greccio, dove darà vita alla rappresentazione vivente della natività di Gesù, nella notte del 25 dicembre. 

       Momenti importanti dunque  nella vita di Frate Francesco, quelli vissuti in una Rieti che nel XIII secolo aveva saputo ospitare tra le sue confortanti mura ben quattro papi. Egli è stato protagonista e partecipe alla quotidianità del territorio e proprio per dare risalto a questo aspetto di attenzione alla vita qui vissuta, si è pensato alla istituzione di questa scuola con l’intento di fare riferimento al Giullare di Dio, archetipo di chi è capace di comunicare in modo non convenzionale e profondo. 

Foto 2 – Presentazione Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari

 In Francesco si coniugava la leggerezza della “follia” ispirata da Dio, con la profondità della fede, l’agire in modo gioioso e umile, l’amore per tutte le creature fino al sublime limite della predicazione agli uccelli. 

       La tradizione del teatro dei Giullari nel tempo ha assunto anche un ruolo laico: il giullare, intrattenitore professionista capace di interpretare e rappresentare la realtà al di fuori degli schemi convenzionali, può essere, oggi più che mai, capace di utilizzare tutti gli strumenti  a disposizione nel mondo variegato delle arti e della cultura, per svolgere il proprio ruolo di coscienza critica della realtà e non solo. E se Francesco giullare era capace di rallegrare le folle con le sue parole, la sua vita di carità e amore, oggi possono esserci anche valori diversi, ma che certamente possono continuare ad essere stimolo e coscienza critica della società e anche piacevole repertorio di una vita capace di superare la banalità del quotidiano.

       Il Comitato presieduto da Davide Rondoni ha ben accolto la proposta nata dall’iniziativa dei tre componenti, rappresentanti il territorio della provincia di Rieti: Mons. Antonino Treppiedi, la Dott.ssa Emanuela Varano e il redattore di questa nota. La proposta è stata ben recepita dal Comune di Rieti, che l’ha fatta propria, da parte del sindaco Daniele Sinibaldi e dell’assessore alla Cultura Letizia Rosati. È stato pubblicato sul sito del Comune di Rieti il bando di selezione per 22 posti per l’ammissione alla scuola, il cui Direttore artistico è Davide Riondino.

IL TEATRO DEI GIULLARI NEL NOME DI SAN FRANCESCO Francesco d'Assisi con sfondo Terminillo A. Calcagnadoro 1923 Collezione privata

Foto 3 – Francesco d’Assisi con sfondo Terminillo A. Calcagnadoro 1923 Collezione privata

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