È questo il periodo più emozionante per i giovani allievi delle scuole di danza: è arrivato il tempo del saggio di fine anno accademico.
Il saggio è il momento in cui culminano gli sforzi di un intero anno: quello degli insegnanti che sapientemente organizzano i corsi, dal propedeutico, per i bambini che si affacciano per la prima volta al mondo tersicoreo, al medio e avanzato, per i più grandi che già hanno avviato lo studio della danza e intendono proseguire la loro carriera, cercando di essere ammessi nella scuola di un teatro o i più esperti in qualche compagnia di balletto; quello dei genitori, che pazientemente supportano i loro figli e affrontano sacrifici anche sotto il profilo economico; e last but not least quello dei ragazzi che con grande spirito di dedizione, disciplina e attenzione seguono il percorso formativo loro dedicato.
Il saggio rappresenta il momento della celebrazione, in cui le più svariate emozioni si mostrano in tutta la loro grandezza: la paura dei più piccoli di apparire per la prima volta su un grande palco, la soddisfazione degli insegnanti per i risultati raggiungi, l’orgoglio di familiari e amici.
È l’apice di un lavoro faticoso che si snoda nel tempo, dell’opera educativa che le scuole di danza compiono sul territorio e di tantissimi rigore e sacrificio, dissimulati dalla bellezza e poesia dei danzatori.
Finalmente quest’anno, con la cessazione delle restrizioni dovute alla pandemia, le scuole di danza tornano in palcoscenico.
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