L’Ebe del Canova, dopo l’allestimento scenografico descritto nel precedente articolo, continua a dar vita al Museo Civico di Rieti anche attraverso il suo restauro. Il Museo non è quindi solo un contenitore di opere d’arte, ma un luogo pieno di attività. I visitatori nel mese di gennaio hanno potuto assistere alla manutenzione straordinaria e restauro del famoso gesso del Canova che accoglie i visitatori come prima opera entrando nelle sale.
Ebe, figlia di Zeus ed Era, rappresentava per gli antichi greci la giovinezza ed era la coppiera degli dei, nella statua del Canova è colta nel momento in cui versa da una brocca in una coppa l’ambrosia, la divina bevanda che porta all’immortalità. Quasi la statua fosse una persona, l’affaticamento protratto nel tempo nel dover reggere in alto sia la brocca che la coppa ha portato allo scivolamento del braccio sinistro, quello che sorregge la coppa, verso il basso.
Si era creata una situazione di pericolo per questo capolavoro, che avrebbe potuto causare la caduta del braccio, ed il Comune di Rieti è intervenuto prontamente per evitare danni più gravi.
Proprio come per un essere vivente la statua è stata sottoposta ad indagini diagnostiche, in particolare radiografie fatte con strumentazioni elettromedicali, che hanno evidenziato il logoramento di fissaggi applicati nel braccio sinistro in interventi precedenti di circa 20 anni fa. Il restauratore ha quindi optato, sotto la vigilanza della Soprintendenza, al ripristino dell’articolazione creata dal Canova per la sua creatura. L’articolazione si muove dalla spalla, come in una persona, e quindi l’ancoraggio è stato effettuato sulla spalla attraverso l’applicazione di una spina metallica. E’ stato fatto un restauro conservativo, rimuovendo i fissaggi applicati in precedenza e restaurando l’originale articolazione, anche attraverso una chiavetta che regola l’angolatura dell’arto. Dopo la soluzione statica si è provveduto ad una pulitura che ha garantito la conservazione della patina, anche attraverso leggerissime acquarellature ove necessario.
Durante i lavori il museo è rimasto aperto al pubblico dando la possibilità ai visitatori di vedere dal vero questo intervento di restauro, un modo nuovo di vivere il museo, non solo attraverso l’osservazione delle opere esposte ma anche venendo a contatto con le varie attività connesse al mondo dei beni culturali. Tra i visitatori anche gli studenti dell’Università della Terza Età che hanno qui seguito una lezione con osservazione diretta e spiegazione da parte dell’Assessore alla Cultura Letizia Rosati, storica dell’arte ed esperta dei beni del territorio reatino.
Il 17 marzo nella Sala Consiliare del Comune di Rieti vi sarà un convegno con la relazione del restauratore Simone De Turres che ha effettuato gli interventi sull’Ebe.
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