Il respiro del borgo e i cammini in Sabina
A cura di Maurizio Marchetti

Figura 1 – “IL LIBRO DEL PELLEGRINO”, Giovanni Joergensen, Cassa di Risparmio Rieti Editrice il Velino, 1982

Puntualmente ogni estate i borghi si rianimano con il ritorno di chi vive altrove in cerca di serenità nei luoghi d’origine, per ritrovare i volti degli anziani che resistono, familiari e amici con le loro memorie e consuetudini. Si ritrova il  comune sentire nelle feste patronali con relative processioni, bande musicali con le loro divise e poi tutti insieme agli spettacoli folkloristici con gli immancabili fuochi d’artificio. Ogni borgo ha in programma qualche proposta che distingua e promuova gli schemi consueti, con l’obbiettivo di aprire alla sempre maggiore partecipazione dei “forestieri”. Da segnalare l’iniziativa, che va ottenendo sempre più consenso, consistente in un percorso per le vie più  caratteristiche del paese con punti ristoro attrezzati per la distribuzione, in successione, di invitanti offerte gastronomiche che vanno da antipasti, ai primi, le paste specialità del luogo, carni varie, immancabili salcicce e arrosticini, contorni e dolci locali. Da bere non manca favorendo così il buon percorso conviviale e amicale, che deve tener conto dei tempi d’attesa con le file del caso ad ogni punto di distribuzione. La formula, cosi sommariamente descritta, va riscuotendo un successo da overtourism… E i percorsi gastronomici diventano fatalmente competitivi tra i borghi, ormai il fascino delle antiche chiese, dei castelli, dei vicoli con gli scorci da cartolina, devono misurarsi con quanto e cosa “passa il convento” e a quale costo. Comunque meritorio l’impegno organizzativo che vede le amministrazioni gestire viabilità, ristori in itinere e bancarelle di artigianato e di merce,  con flussi  di partecipazione importanti. Non mancano, comunque, eventi culturali di pregio pure molto frequentati.

Figura 2 – “LA VALLE SANTA ( RIETI)”, Venanzio della Vergiliana, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina 1923

Accade cosi che a Colle di Tora, nella splendida cornice del lago del Turano, il 26 luglio, si è ascoltato presso l’Associazione culturale La Casa Del Direttore un acclamato concerto d’arpa, altri concerti in programma ad agosto, mentre per il paese si snodava un allegro e numeroso corteo gastronomico che viveva il respiro del borgo fino a notte inoltrata.  Altro capitolo in espansione riguarda i vari Cammini di fede che attraversano meritoriamente la Sabina. La connessione con i citati cammini gastronomici del borgo potrebbe sembrare labile, ma se ricordiamo la locuzione latina “solvitur ambulando” possiamo anche assumere che camminare è un invito a cercare soluzioni o a vivere esperienze esistenziali che possono aiutare a conoscere la realtà e anche noi stessi. E il cammino che più ci coinvolge è  senz’altro il Cammino di Francesco che ci conduce alla Valle Santa così chiamata da Venanzio Varano della Vergiliana (Rieti1895-Roma1940) che nel 1923 intitolò “La Valle Santa-Rieti” il suo atto di devozione a S. Francesco e un inno al cammino: “Ecco, riprendiamo il nostro bordone ed il nostro sacco e andiamoÈ l’ansietà medesima della nostra anima che ci trasporta instancabilmente verso un limite ed un orizzonte estremo; è un indefinibile sentimento che si disprigiona in un desiderio inesausto di oltre andare”. Un libro di profonda spiritualità, immerso nella Sabina francescana con i 4 Santuari del Santo, di immancabile lettura. I Varano furono duchi di Camerino e patrono di Camerino è  San Venanzio martire. Venanzio è  protettore delle cadute spirituali e materiali… potrebbe essere quindi anche protettore dei Cammini (con il già preposto San Giacomo Maggiore).

Figura 3 – “SVEZIA E SVEDESI”, Venanzio di Varano, Biblioteca Editrice Rieti, 1930

Sui Varano ha pubblicato un ampio e approfondito studio la prof. Ileana Tozzi, riferimento primario storico artistico della Sabina, con un profilo compiuto di Antonio Varano qui nel sito Amici di Rieti. Sul Cammino di S. Francesco vi sono innumerevoli pubblicazioni anche recenti con le celebrazioni per gli “800 anni del Presepe attraverso il cammino di S Francesco”. Altra segnalazione “Il libro del pellegrino” dello scrittore danese Giovanni Joergensen, prima edizione del 1918, importante presenza, pur laica, nella letteratura francescana, in stretto sodalizio spirituale letterario con Venazio Varano il quale fu così  avvicinato al mondo scandinavo, pubblicando  nel 1930 un reportage di viaggio in Scandinavia  “Svezia e svedesi”, edito dalla Biblioteca editrice di Rieti di Domenico Petrini. Per altri cammini di fede che interessano la Sabina rinviamo al compiuto e puntuale articolo della appassionata camminatrice Claudia Cattani “I cammini spirituali attraverso il territorio reatino”, qui nel sito e in cima allo stesso quale Presidente.

Figura 4 –“L’ARPA E IL SUONO DEL MITO”, La Casa del Direttore, colle di Tora (RI)

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