Un vecchio adagio recita pressappoco così: “le colpe dei padri ricadono spesso sui figli.”
Ritengo che per una volta questo adagio possa essere modificato: “Le passioni dei padri ricadono
spesso sul figli.“
Se non ci sono figli maschi di mezzo anche sulle figlie.
Dalla mappa generale dell’Italia dello sport, scendiamo alla mappa di ogni individuo. Anzi, per la precisione, del giovane soggetto a tutela familiare, da indirizzare allo sport per il suo stesso bene.
Il concetto dell’età giusta per lo sport giusto, o se preferite dell’età sbagliata per lo sport sbagliato: concetto legato alla contrarietà o all’indifferenza dei genitori per la pratica sportiva del figlio, oppure al fanatismo dei genitori per il figlio campione, per la figlia atleta.
Si dice che l’atletica leggera è la regina degli sport. Quando si nomina il re si parla di nuoto, ma si concede un pò troppo a una pratica sportiva che non si svolge nel nostro elemento più naturale e specialmente ora, con l’eccellenza che si raggiunge soltanto in piscina.
Ci si domanda se esistono controindicazioni al nuoto, ci si sente rispondere assolutamente no, tante vero che i pediatri, i medici sportivi, i fisioterapisti, non appena qualcuno a qualsiasi età ha dei problemi fisici, consigliano di andare in piscina.
Questa indicazione è valida al 99 per 100.
Se è vero che il nuoto è sport da consigliare, per non dire da imporre anche a chi ha dei problemi fisici come al convalescente da casi gravi, al reumatico come all’allergico. Bisogna conservare con l’acqua un rapporto ludico, andasse nell’acqua per giocare e tenersi più o meno a galla sino a quando non fossero davvero evidenziate le sue doti particolari per eccellere in questo sport.
Consideriamo che la nostra Italia ha circa 8 mila kilometri di spiagge a tutti piace andare al mare e questo è un monito per imparare a nuotare.
Il nuoto è bello principalmente se si considerano i 4 stili: ricordiamo, rana, farfalla-delfino, dorso, stile libero.
Come primo movimento naturale, in acqua, grosso modo imitando le nuotate dei cani, il bambino è portato a nuotare a rana per poi passo dopo passo inizia a tirare fuori dall’acqua le braccia assimilabili ad una pagaia.
La pratica lunga del nuoto insegna una coordinazione dei movimenti e anche una coordinazione delle idee, o quantomeno della volontà, utile poi per tutta la vita.
Nella nostra città e provincia dove le acque sono in abbondanza con fiumi e laghi, il nuoto dovrebbe essere uno sport aperto a tutti, le piscine sono molte nel vari comuni ed allora no resta altro che tuffarsi e godersi il galleggiamento che è anche un massaggio automatico provocato dal contatto dell’acqua con I muscoli del corpo.
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