Vicino all’Abbazia di Farfa sorge il Monte Acuziano, chiamato anche Monte San Martino. E’ un luogo ove in epoche remote sorsero dei romitori abitati dai monaci che volevano raccogliersi in preghiera vicino all’Abbazia benedettina fondata nel VI secolo. Su questo monte poco conosciuto nell’antichità vi sono stati insediamenti sin dall’epoca del bronzo, continuando nel periodo romano, il medioevo, e così via, fino all’abbandono.
I primi anni del 1900 era frequentato solo dai pastori ed da alcuni boscaioli, nelle descrizioni di Ildefonso Schuster, allora semplice monaco che poi divenne Archivescovo di Milano e beatificato da Giovanni Paolo II, si legge degli affreschi della cripta di San Martino sul monte Acuziano, ormai irrimediabilmente distrutti. Vale veramente la pena di andare a fare una gita, con un trekking di circa un’ora per raggiungere la vetta del monte e scoprire queste che potremmo chiamare giustamente “malinconiche dimore”: ruderi abbandonati ma pieni di fascino che ci raccontano di epoche passate ricche di spiritualità e di storie misteriose.
Il Gruppo FAI della Sabina propone questo monte come Luogo del Cuore nel censimento del Fondo Ambiente Italiano ora in corso, una lodevole iniziativa per portare l’attenzione su questo monte che purtroppo è stato colpito da un grave incendio lo scorso anno. La natura sa rigenerarsi e stanno riprendendo vita arbusti, alberi e vegetazione, uno spettacolo bello di come la resilienza delle piante sia un esempio da seguire anche per noi umani.Il Monte Acuziano , Oratorio di San Martino e Chiesa Nuova e’ candidato ai luoghi del FAI.
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