Uno dei luoghi più suggestivi legati al culto delle acque è senz’altro il lago di Paterno, identificabile forse con l’antica Cutilia romana.
Dall’epoca preistorica vi si legano molte leggende, qui i Pelasgi, popolazione ellenica migrata nell’Italia centrale durante la protostoria, avevano fissato la propria residenza, dopo molto migrare alla ricerca di un luogo ove vi fosse un lago con un’isola galleggiante che si muoveva al soffio del vento.
Tra le leggende si narra che i Pelasgi rimasero scioccati dallo sprofondamento della terra dal quale nacque il lago, l’evento fu considerato divino e segno di un collegamento dello stesso con gli inferi.
Al centro del lago si narra che fino all’800 vi fosse un’isola galleggiante (formata da torba e calcare) qui i per i sabini era situato il Santuario della Dea Vacuna, un culto primitivo legato alla madre-terra e alla fertilità, la divinità protettrice delle sorgenti miracolose che alimentavano il lago ad essa venivano offerti ricci sacrifici.
La Dea Vacuna venne venerata anche dai romani e la centralità religiosa del Lago di Paterno è documentata in numerosi testi di Varrone, Plinio il Vecchio e Vitruvio nella quale viene considerato il centro geografico della Penisola Italica (Italiae Umbelicus) si narra che da qui ebbero origine le popolazioni italiche.
Le sue acque miracolose durante l’Impero Romano vennero considerate benefiche e furono utilizzate per uso termale, qui infatti sorse la Villa di Tito.
Questo luogo tutt’oggi conserva un’atmosfera magica con un magnifico panorama che dà sulla Salaria, il paese di Paterno ed i boschi della collina.
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