Nel 1552 i fratelli veronesi Lorenzo e Bartolomeo Torresani ricevettero l’incarico dalla Confraternita dei Mercanti di realizzare un grande affresco rappresentante il Giudizio Universale nell’Oratorio di San Pietro Martire a fianco della chiesa di San Domenico.
Erano passati solo undici anni dal completamento del Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina a Roma e sicuramente i due fratelli avevano ammirato il grande capolavoro, tanto da prenderne spunto nella composizione e nella descrizione dei vari personaggi rappresentati, come anche conoscevano il Giudizio Universale della Cappella di San Brizio del Duomo di Orvieto, opera del Beato Angelico e di Luca Signorelli. L’affresco che realizzarono è imponente si estende su tre pareti coprendo anche la volta a crociera dove è raffigurato Cristo Giudice con gli strumenti della passione, ci misero due anni a completarlo dedicando attenzione a rappresentare i santi locali intenti a salvare le anime dei loro conterranei.
Attualmente si trova all’interno della Caserma Verdirosi dove ha sede la Scuola Interforze per la Difesa NBC ed è difficile poterlo visitare, ma si spera prossimamente di poter ammirare questa bellissima opera cinquecentesca grazie al programma del Museo Diffuso promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti.
Altri contenuti da Città di Rieti
Il film su Anita Garibaldi proiettato a Rieti
Il 22 giugno al cinema Moderno di Rieti è stato proiettato in anteprima il lungometraggio “La versione di Anita”. Il film racconta la vita di Anna...
Festa del Sole
Il 15 e 16 luglio ha avuto luogo la Festa del Sole, manifestazione folkloristica che da oltre 50 anni fa contendere tra i rioni il gonfalone...
A Rieti si inaugura l'anno barozziano
Quest'anno ricorrono i 450 anni dalla morte di Jacopo Barozzi detto il Vignola, il grande architetto manierista che nel 1500 realizzo capolavori a...


