Il canto a braccio conquista Roma: un successo tutto reatino
Grande successo sabato 13 giugno 2026 a Roma per la giornata dedicata al canto a braccio, la secolare tradizione dell’improvvisazione poetica in ottava rima che affonda le sue radici più profonde proprio nelle campagne e nelle valli dell’Italia centrale. L’evento realizzato dalla Fondazione Flavio Vespasiano di Rieti, ha fatto centro portando la cultura delle terre sabine nei teatri più importanti della Capitale, all’interno dei progetti speciali del Ministero della Cultura per il 2026.
La mattina è iniziata al Teatro Argentina con un convegno sul futuro di questa tradizione, riconosciuta come patrimonio culturale immateriale da proteggere e tramandare. Presentato da Leandro Ventura, durante la mattinata si sono confrontati studiosi ed esperti del settore come Marco D’Aureli, Alessandro Portelli, Omerita Ranalli e Stefania Baldinotti.
Il momento più bello è stato però nel pomeriggio, con lo spettacolo dal vivo al Teatro di Villa Torlonia. Il pubblico ha accolto con un calore incredibile i poeti estemporanei: Giampiero Giamogante, Marco Betti, Donato De Acutis, Marinella Marabissi, Emilio Meliani, Letizia Papi, Stefano Prati, Alessio Runci e Paolo Santini. Tra battute improvvisate e rime fulminee, gli artisti hanno dimostrato che questa non è un’arte da museo, ma una tradizione più viva che mai.
Una bellissima scommessa vinta che premia il grande lavoro della Fondazione Flavio Vespasiano di Rieti.
Grande successo sabato 13 giugno 2026 a Roma per la giornata dedicata al canto a braccio, la secolare tradizione dell’improvvisazione poetica in ottava rima che affonda le sue radici più profonde proprio nelle campagne e nelle valli dell’Italia centrale. L’evento realizzato dalla Fondazione Flavio Vespasiano di Rieti, ha fatto centro portando la cultura delle terre sabine nei teatri più importanti della Capitale, all’interno dei progetti speciali del Ministero della Cultura per il 2026.
La mattina è iniziata al Teatro Argentina con un convegno sul futuro di questa tradizione, riconosciuta come patrimonio culturale immateriale da proteggere e tramandare. Presentato da Leandro Ventura, durante la mattinata si sono confrontati studiosi ed esperti del settore come Marco D’Aureli, Alessandro Portelli, Omerita Ranalli e Stefania Baldinotti.
Il momento più bello è stato però nel pomeriggio, con lo spettacolo dal vivo al Teatro di Villa Torlonia. Il pubblico ha accolto con un calore incredibile i poeti estemporanei: Giampiero Giamogante, Marco Betti, Donato De Acutis, Marinella Marabissi, Emilio Meliani, Letizia Papi, Stefano Prati, Alessio Runci e Paolo Santini. Tra battute improvvisate e rime fulminee, gli artisti hanno dimostrato che questa non è un’arte da museo, ma una tradizione più viva che mai.
Una bellissima scommessa vinta che premia il grande lavoro della Fondazione Flavio Vespasiano di Rieti.
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