Nella legge d’adozione dello stemma si legge poi che “La scelta trae origine da una antichissima tradizione che narra di popolazioni Sabine che nell’attraversare l’appennino chiamate al ver sacrum portarono con sé un totem, un uccello sacro: il picchio”.
Si sono così aperte agli studiosi, nei vari campi, interessanti prospettive di ricerca circa le relazioni tra Piceni, Sanniti e l’Europa. Ma il Guerriero di Capestrano, forse Principe dell’intera Confederazione Sabina che raggruppava la maggior parte dei popoli dell’Italia Centrale (V.D’Ercole “archeologia in Abruzzo”1998), vale bene un capitolo a parte.
Antenati insigni sabini in ritratto di famiglia
fig. 1 - La Sabina di Giubilio Mauro del 1592 incisa da Giovanni Maggi nel 1617Dopo i Santi Patroni e Protettori Sabini, nell’anno in cui Rieti è a...
Ancora su alcune sante nella nostra storia (Filippa, Rosalia, Francesca Romana)
fig. 1 - Incisione su castello di Rocca Sinibalda dell'inizio del XX secolo. Collezione privataNell’articolo “Espugnate il Castello di Rigatti”...
Santi Patroni e Santi Protettori in Sabina – Parte II
fig. 1 - Officia Sanctorum Diœcesis Sabinensis MDCCLVIDi Santi Sabini autoctoni possiamo ricordare la più recente Santa Agostina Pietrantoni, nata a...


