I Sabini e i Piceni il ver sacrum e il percorso per Ascoli Parte 1
A cura di Maurizio Marchetti
Si è notato che nelle varie rappresentazioni cartografiche della Sabina i Piceni non vengono ricompresi tra i territori Sabini pur risultando dalle antiche fonti esser stati tra i primi e più noti esiti di un ver sacrum.

Picena Regio, in qua est Ausculum, dicta, quod Sabini cum Ausculum proficiscerentur, in vexillo eorum picus consederit”(Festo), la Regione Picena, in cui si trova Ascoli, è così nominata perché, quando i Sabini partirono per Ascoli, un picchio si posò sul loro vessillo. La vicina Norcia invece è stata marcatamente Sabina pur con alterne apparizioni nelle cartografie succedutesi (v. l’ampio capitolo su Norcia, prefettura e municipio della Sabina romana, in “I Sabini nell’antichità” M.C. Spadoni 2000).

In ultimo possiamo notare che Palmegiani nel suo fondamentale testo “Rieti e la Regione Sabina (1932) descrive la ricostituita Provincia avvenuta il 12/1/1927, dove non è ricompresa la città di Norcia.

Carta storica della Sabina dal Palmegiani “Rieti e la Regione Sabina ed. 1946
Nel successivo “Rieti e la Regione Sabina; del 1946, inserisce una carta (vedi) in cui, sommariamente, indica il confine della “Storica Regione Sabina; che si confronta con il confine della “Attuale Provincia di Rieti, ricostituita nel 1927. Non manca, comunque, di osservare che rientrerebbero “per poter ritornare ai confini regionali, oltre alla Sabina ancora soggetta alla circoscrizione di Roma…anche Otricoli e Narni a Ovest e Cascia e Norcia a Nord. Cita poi il Guattani che nei suoi “Monumenti Sabini; del 1827, descrivendo la carta dell’antica Sabina (che comprendeva Norcia), affermava che essendo circondata dal Lazio, dal Piceno, dal Sannio, dai Lucani e dai Bruzi, trovavasi, si può; dire tra gente di famiglia al territorio, poi che si svolge tra Norcia-Rieti e Accumoli, dà il nome non di antica, ma di antichissima Sabina. Ma torniamo al Piceno, secondo alcuni storici il percorso dei Sabini Sacrani versi Ascoli aveva come luogo di partenza Amiterno ( ritenuta nel tempo altra capitale Sabina vicino L’Aquila) nei cui pressi era il santuario di Tiora Matiena, dove esisteva un antichissimo oracolo di Marte con un picchio che vaticinava appollaiato su un palo (Festo, G.Tagliamonte).

L’ipotesi è che sia stato seguito un tragitto che per Montereale, Amatrice e Accumoli portava ad Ascoli (v.carta Ortelio), se ne deduce un percorso consolidato nella complessa orografia di quei luoghi che oggi stupisce per la bellezza selvaggia.

Ortelius: Aprutii ulterioris, 1590.
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