Il Golf
A cura di Luciano Pistolesi
Rieti Danza Estate

Il golf ha un indubbio valore spettacolare. Lo dimostra il fatto che, soprattutto negli Stati Uniti, alle gare riservate ai professionisti, assistono migliaia di spettatori. Spesso i campionati sono ripresi dalla televisione in cronaca diretta. Grazie a un ingegnoso sistema di “handicapping” il golf rende possibili competizioni e partite equilibrate ed interessanti anche tra giocatori d’impari bravura, senza che vi sia nulla d’imbarazzante, né tantomeno d’umiliante per chi usufruisce del vantaggio.

La storia del golf, come quella di molti altri sport, ha inizio in tempi assai remoti, e le origini del gioco, nonostante le ricerche e gli accurati studi fatti negli ultimi decenni si perdono nella notte dei secoli medioevali.

Il golf è sicuramente nato come un gioco di pastori in Olanda o Scozia, ed il suo spirito originario, quello cioè di mandare da una determinata distanza una pallina in una buca mediante il minor numero possibile di colpi vibrati con un apposito bastone, è rimasto immutato nei secoli.

Nel 1744 cominciarono a nascere i primi sodalizi golfistici e nel 1834 il Royal and Ancient Golf Club di St. Andrews, codificò per primo le regole del gioco; esso divenne così, e lo è tuttora, la massima autorità legislativa in materia golfistica.

Le regole del gioco, salvo pochi dettagli, sono divenute oggi quasi eguali in tutto il mondo: tali regole possono apparire assai complesse a chi non conosce il golf, dato che la loro vigente codificazione comprende trentaquattro definizioni, quarantuno norme, centoventi sezioni e centocinquantasei sottosezioni.

Ma lo spirito che le informa è unicamente quello di rendere lo svolgimento del gioco equo e leale, e di evitare ogni possibilità di dolo. In Italia il golf ha fatto la sua prima apparizione a Roma all’inizio del XVIII secolo, allorché il conte di Albany prese a giocare su un piccolo campo di fortuna approntato a Villa Borghese.

Il primo percorso di golf degno di questo nome venne costruito sempre a Roma a Villa Doria Pamphili, verso il 1650. Su tale campo giocavano quasi esclusivamente i componenti della numerosa colonia britannica che aveva allora preso dimora nella Città Eterna.

Dopo la prima guerra mondiale i campi da golf aprirono nelle stazioni di villeggiatura ed nel 1927 a Milano si costituiva ad opera di alcuni appassionati la Federazione Italiana Golf che si affiliò nel 1929 al CONI trasferendo la sua sede a Roma.

Il gioco del golf come abbiamo già accennato, consiste nel mandare una palla a mezzo colpi successivamente vibrati mediante appositi bastoni (detti ferri) da un determinato punto di partenza sino ad una buca ricavata direttamente sul terreno, e così di seguito da un secondo punto di partenza ad una seconda buca sino a completare il numero delle buche previsto.

Un campo regolamentare è costituito da diciotto buche ed il giro delle diciotto buche è appunto la distanza sulla quale si disputano normalmente le partite e le competizioni.

Il golf è dotato di un fascino del tutto particolare che attrae alla sua pratica migliaia di persone. Oltre ad una piacevole, sana camminata sull’erba in un mondo che ha ormai condannato l’umanità a trascinare i suoi passi soltanto sull’asfalto e sul cemento, il golf offre all’individuo in una silenziosa e avvincente sfida con la palla e il percorso, quella distrazione e distensione che sono indispensabili per il mantenimento dell’equilibrio psico-fisico di tutti coloro che esplicano un’intensa attività lavorativa.

Il golf in definitiva è uno sport duro ed impegnativo solo per chi come tale vuole e può praticarlo.

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