Ombelico e Cuore: la Basilica di Santa Maria in Sesto e la stazione di Cittaducale nel viaggio sulla ferrovia del Centro Italia
A cura di Sandro Severoni

“Riflettevo in questi giorni quanto questi due luoghi, la basilica di Santa Maria di Sesto e la stazione di Cittaducale, nel rispettivo tempo abbiano avuto e siano complementari nel loro ruolo di porta di accesso e riferimento dei luoghi per viandanti, pellegrini, mercanti, contadini ed eserciti in ogni epoca.

E la vista di questi due edifici ha indotto in molti speranza, sollievo, timori, ansie e preghiere. E anche tanti sogni, della cui stessa sostanza si è fatti per dirla secondo William Shakespeare.

Come quelli dei miei tanti avi, tutti di Cittaducale, nel loro spostarsi a piedi per secoli per lavorare nei campi della Maremma, o a cavallo tra Ottocento e Novecento per ferrovia migrando verso Nord Europa o tristi zone di conflitto, esperienze vissute in prima persona da mio nonno paterno, in giovanissima età già al lavoro in Lussemburgo, spedito al fronte e tornato dopo un anno di prigionia al termine della I Guerra mondiale.

Guerra invece verso la quale suo fratello, a vent’anni, ha viaggiato drammaticamente da qui senza ritorno.

Fra questi due edifici, sacro e profano, in questo avvolgente verde centro d’Italia, passano dei binari che, per motivi pratici e al contempo puri ed intimi, ho voluto percorrere per intero, provando a raccontare passato e presente in un mio piccolo diario di viaggio, non cercando nuove terre ma attraverso occhi nuovi, come scriveva Marcel Proust.

Ed è così che ho percorso con trasporto questo tratto di ferrovia andando verso l’Aquila e Sulmona, in particolare oltre l’Ombelico di Cittaducale attraversando il ponte in ferro che scavalca il fiume Velino, diritto dentro il Cuore del mio viaggio. Lì, nel casello a presidio del ponte, a lungo i miei nonni vissero e lavorarono e fu proprio in questo Cuore che nacque mio padre.

Dunque il pensiero dei piccoli grandi spazi e tempi che hanno attraversato questi miei cari e tanti qui a Cittaducale, mi ha accompagnato per tutta la durata di questo itinerario contemporaneamente eccezionale e normalissimo, viaggio arricchitosi strada facendo di storie semplici e straordinarie di persone incontrate per puro caso, tasselli mai banali di quella Storia che ha fatto e fa da teatro delle nostre vite e che costringe in talune circostanze a scelte importanti e di coraggio.

Spesso lontano da Ombelico e Cuore, anche solo per il gusto di andar via, senza però dimenticare di far parte vitale di quel luogo dell’anima in cui “nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti” (Cesare Pavese).”

[Sandro Severoni, Da Casa a Casa per l’Ombelico e il Cuore, ilmiolibro, 2024] (ISBN 9791222805498)

 

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