A Rieti si può sperimentare una prima conoscenza del Medioevo, anche usufruendo delle tecniche di realtà virtuale, ma una vera immersione nella storia medievale fino ai primi anni del rinascimento si può vivere solo andando in un paese dove il tempo si è fermato.
A circa 30 minuti di auto dalla città di Rieti, andando verso l’Umbria ed inerpicandosi sulle colline del confine tra Lazio ed Umbria si giunge al paese di Labro.
La sua storia è particolare ed è intimamente legata ad una unica famiglia: i marchesi Nobili Vitelleschi.
Nel 956 i de’ Nobili ricevettero dall’imperatore Ottone I il feudo di Labro, da allora risiedono qui ed è un raro se non unico esempio di continuità storica.
Le vicende antiche della famiglia de’ Nobili e poi Nobili Vitelleschi, sono importanti momenti non solo della storia locale, ma attraverso i loro antenati, tra i quali un cardinale ed un Generale dei Gesuiti, hanno avuto importanza anche a livello internazionale. Anche oggi parte della famiglia vive in altre nazioni, ma un presidio costante è mantenuto in questo antico borgo dove dimora la Marchesa Ludovica Nobili Vitelleschi, scrittrice e cultrice della storia famigliare.
Anche nel ‘900 i Vitelleschi hanno contributo sostanzialmente alla vita del paese, durante la seconda guerra mondiale la marchesa Maria Giovanna Nobili Vitelleschi riuscì, attraverso la sua conoscenza del tedesco e la su abilità diplomatica, a salvare il paese da una rappresaglia nazista, furono salvati dalla fucilazione 51 uomini di Labro. Infine, nel 1968 Ottavia Nobili Vitelleschi in collaborazione con l’architetto belga Ivan Van Mossevelde diede avvio al recupero degli antichi edifici del paese con un esempio di restauro e fruizione secondo esigenze contemporanee, preservando un panorama unico che vede Labro quale esempio eccelso di recupero funzionale di antichi edifici.
Per chi si recherà a Labro vale la pena di segnalare che in paese vi sono rinomati ristoranti con cucina tipica locale e prodotti del luogo.
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