Si è svolta domenica 1° febbraio la 44ª edizione dei Cavalli Infiocchettati, storica manifestazione promossa dall’Associazione Porta d’Arce che, anno dopo anno, continua a rappresentare uno dei momenti più autentici della vita cittadina. Un evento che va oltre la rievocazione e il corteo, diventando racconto collettivo, memoria condivisa e strumento di trasmissione dell’identità reatina.
I Cavalli Infiocchettati affondano le loro radici nella storia popolare della città e nel profondo legame con il mondo rurale ed equestre, un patrimonio culturale che trova nel centro storico e nei suoi quartieri simbolici il luogo naturale in cui rinnovarsi. La manifestazione ha saputo negli anni evolversi senza snaturarsi, mantenendo saldo il filo che unisce passato e presente e trasformandosi in un’occasione di incontro capace di coinvolgere cittadini, famiglie, associazioni e realtà produttive del territorio.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il Sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi, che ha evidenziato come i Cavalli Infiocchettati rappresentino «una manifestazione profondamente legata alla storia e all’identità della nostra città», capace di nascere «in uno dei quartieri più rappresentativi del nostro centro storico» e di inserirsi in un più ampio percorso di riqualificazione urbana e culturale.
«Domenica – ha dichiarato il Sindaco alla presentazione della manifestazione di quest’anno – viene rievocata una tradizione che affonda le sue radici nel passato nata dal legame tra la comunità e il mondo equestre, e che oggi si è trasformata in un momento di festa capace di coinvolgere famiglie, giovani, associazioni e tessuto economico e sociale del territorio». Un evento che, secondo Sinibaldi, dimostra la capacità di Rieti di «guardare al futuro senza perdere il legame con le proprie radici», rafforzando il ruolo della città come punto di riferimento per l’intera provincia.
Sulla stessa linea l’Assessore al Centro Storico e alla Valorizzazione dell’Identità Locale Giovanni Rositani, che ha definito i Cavalli Infiocchettati «uno degli eventi laici che più raccontano la storia e l’identità di Rieti e della sua provincia». Una manifestazione che unisce mondi diversi – associativo, agricolo, equestre e produttivo – restituendo «in modo concreto il ruolo di Rieti come capoluogo aperto e punto di riferimento per l’intero territorio».
Rositani ha inoltre sottolineato il valore educativo e sociale dell’evento: «Tradizione significa trasmissione, e il coinvolgimento crescente di famiglie e bambini è uno degli elementi più preziosi di questa manifestazione, che permette alle nuove generazioni di avvicinarsi al mondo rurale e ai suoi valori».
La 44ª edizione dei Cavalli Infiocchettati si conferma così non solo come appuntamento festoso, ma come atto di cura verso la memoria collettiva. In un tempo in cui le comunità rischiano di perdere il senso delle proprie radici, questa manifestazione continua a raccontare una storia che appartiene a tutti e che, grazie alla partecipazione attiva della città, viene tramandata di generazione in generazione. I Cavalli Infiocchettati non celebrano soltanto il passato, ma rafforzano ogni anno un pezzo di identità reatina che trova nella tradizione uno dei suoi elementi più vivi e autentici.
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